SIMON SCARROW.
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MUORI PER ROMA.
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Ciclo: I CONQUISTATORI 5.
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Titolo originale: Invader: Sacrifice. 2015.
Traduzione di: Francesca Noto.
2015. Newton Compton Editori, ROMA.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Versione digitale fornita da: Amedeo Marchini.
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L'AUTORE.
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Simon Scarrow  nato a Lagos, in Nigeria quando ne era ancora la capitale, da genitori inglesi. Ha vissuto in molti paesi, tra cui Hong Kong e le Bahamas, prima di stabilirsi in Inghilterra, dove si  laureato all'Universit dell'East Anglia a Norwich, dopo di che si  dato all'insegnamento, come professore di letteratura, prima all'East Norfolk Sixth Form College e poi al City College Norwich.  considerato un grande esperto di storia romana ed ha sempre alternato all'insegnamento ed alle conferenze la sua grande passione: la scrittura. Nel 2005 ha lasciato a malincuore l'insegnamento per potersi dedicare totalmente ai suoi libri. Per approfondire le sue conoscenze, e poterle poi riportare nei suoi romanzi, ha effettuato numerosi viaggi in Italia, Grecia, Turchia, Giordania, Siria ed Egitto.
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Al momento Simon Scarrow ha pubblicato 38 romanzi di cui ben 37 di genere storico. Molto famosa la sua prima serie di romanzi, successivamente denominata Eagles of the Empire, Aquile dell'Impero, tutta incentrata sulla storia dell'Impero romano, composta finora da 18 libri scritti fra il 2000 ed il 2019. Dal 2006 al 2010 Scarrow ha pubblicato una seconda serie di romanzi, denominata Revolution Series, composta da quattro opere, con un'ambientazione diversa, ovvero a cavallo dell'Ottocento e con protagonisti Napoleone Bonaparte e Arthur Wellesley.

Tra il 2012 ed il 2013 Scarrow ha pubblicato una terza serie, denominata Arena, formata da cinque romanzi, ancora ispirati al mondo dei gladiatori dell'epoca romana. Tra il 2014 ed il 2015 ha inoltre pubblicato una quarta serie di cinque romanzi, denominata Invader, I conquistatori, in cui si approfondiscono le gesta della Seconda Legione di Roma gi trattate nei primi romanzi della "Eagles of the Empire Series".
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Dal 2011 al 2014 Scarrow ha pubblicato una ulteriore serie di quattro romanzi, detta Gladiator Series, in una collana dedicata ai ragazzi, che narrano le vicende del giovane Marco Cornelio Primo ambientate nel mondo dei gladiatori. A differenza delle altre serie, che raccontano episodi del primo secolo dopo cristo, in questa i protagonisti vivono nel mondo romano del primo secolo avanti cristo. Infine, nell'arco del 2019 Scarrow ha completato la pubblicazione di una serie di cinque romanzi, detta Pirate series, che approfondiscono la vita e la carriera del pirata Telemaco gi visto in romanzi precedenti.
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Dopo aver prodotto altri romanzi singoli, nel 2017 Simon Scarrow, per la prima volta, ha lasciato il romanzo storico per realizzare un thriller, intitolato Playing With Death, uscito in Italia nel 2018 con il titolo L'ultimo testimone. Per questo romanzo Scarrow si  avvalso della collaborazione del suo allievo Lee Francis. Simon Scarrow ha annunciato per l'agosto 2020 la pubblicazione, in Inghilterra, del suo nuovo lavoro ambientato durante la seconda guerra mondiale, dal titolo Blackout.
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Tutti i personaggi di questo racconto sono immaginari e qualunque analogia con persone reali, esistenti o esistite,  puramente casuale.
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LORGANIZZAZIONE DELLESERCITO ROMANO IN BRITANNIA, 44 D.C.
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Come ogni altra legione romana, i combattenti della Seconda legione erano annoverati fra i migliori soldati dellantichit. Molto qualificati, ben equipaggiati e disciplinati, erano sottoposti a un duro regime di addestramento meglio definito come battaglia senza spargimento di sangue. Ma da loro ci si aspettava ben altro: che fossero in grado di allestire fortini e castra, costruire strade e ponti, cos come adempiere a una cospicua variet di doveri in tempo di pace nelle province
conquistate. Spesso trascorrendo anni agli infidi confini dellimpero, il legionario era al contempo soldato, ingegnere e amministratore locale. Uno dei motivi del successo delle legioni sul campo di battaglia era la loro struttura efficiente.
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Ogni legione disponeva allincirca di cinquemilacinquecento fanti. Lunit militare di base era la centuria di ottanta uomini. Sei centurie costituivano una coorte e dieci coorti formavano una legione; rispetto alle altre, la Prima coorte contava il doppio degli effettivi. Il comando di questo impressionante esercito mobile spettava al legato, un aristocratico inevitabilmente al vertice della scena politica di Roma che, a sua volta, disponeva di sei tribuni e un tribuno militare, tutti provenienti da ambienti privilegiati. Seguivano poi i centurioni: la spina dorsale della legione, ufficiali risoluti messi al comando di ogni centuria. Sotto ogni centurione, il suo vice comandante: loptio.
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Capitolo 1.
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Lindinis, inizio del 45 d.C.
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Un rauco ruggito si lev dalla folla, mentre il prigioniero ribelle entrava nellarena
improvvisata. Si guard intorno nervosamente, fissando gli spettatori sugli spalti di terra.
Dalla sua posizione elevata sulle tribune di legno, loptio Orazio Figulo osserv un paio di
sentinelle che trascinavano via il corpo senza vita del precedente combattente. Il sangue ancora
sgorgava da una profonda ferita al petto del britanno ucciso, lasciandosi dietro una scia brillante
sullerba. Il magro prigioniero ebbe un attimo di esitazione, nel vedere il cadavere, prima che uno dei
legionari di turno nellarena lo spingesse avanti. A diversi passi di distanza si ergeva il suo avversario.
Un durotrigio gigantesco, con il torso nudo coperto di tatuaggi e fremente di muscoli tesi. Brandiva una
spada corta nella destra, e fissava minaccioso il suo nuovo avversario. Luomo con la spada aveva gi
affrontato e battuto tre avversari in una serie di brutali scontri allultimo sangue, con il vincitore a cui
era permesso di vivere per affrontare un altro combattimento. Ora la folla si zitt, in attesa dellultimo
duello dei giochi di quella giornata.
Finir tutto molto presto, comment il legionario Vazia. Il gladiatore magro non ha la
minima speranza di farcela. Non contro quel grosso bastardo.
Figulo si massaggi la mascella sporcata da un ispido accenno di barba, considerando i due
avversari con locchio esperto del militare. Luomo con la spada era parecchio pi alto e robusto del
suo sfidante. Ma la fatica dei precedenti scontri gravava sulle sue spalle, e appariva stanco, con il petto
che si alzava e abbassava rapidamente, mentre cercava di riprendere fiato.
Secondo me, lo sfidante ha una possibilit.
Quel disgraziato pelle e ossa?, esclam Vazia.
Figulo annu. La velocit batte sempre la forza, legionario, dichiar, ricordando le parole del
suo ormai defunto amico, Sesto Porzio Bleso.
Vazia sbuff, in tono derisorio. Perdonami, signore, ma ritengo pi probabile che si trovi un
uomo onesto in Senato, che il gladiatore magro vinca.
Figulo osserv il compagno e sorrise. Decimo Artorio Vazia era uno dei pochi legionari rimasti
nel piccolo distaccamento al comando delloptio. Era un giovane basso e robusto, nato nelle malfamate
strade dellAventino, a Roma, e non gli mancava mai unopinione o una battuta sconcia.
Ti ritieni un esperto, eh, ragazzo?
Se c una cosa che conosco, signore, sono i combattimenti tra gladiatori. Vendevo biglietti
illegali nellanfiteatro Statilio Tauro. Ho visto tutti i pi grandi combattenti, nel corso degli anni. E
cominci a contarli sulla punta delle tozze dita. Britomaris, Tetraites... perfino Pavone. E secondo me,
quello con la spada vincer senza alcun dubbio. Un sorrisetto sornione gli danz sul volto rotondo. O
forse vuoi scommetterci sopra?.
Figulo esit. Per un attimo, fu tentato di accettare la sfida, ma poi il buonsenso lo convinse a
trattenersi. Aveva gi perso una grossa parte della sua paga giocando a dadi nei lunghi mesi invernali
trascorsi in Britannia, e non poteva permettersi di sperperare altri dei suoi miseri risparmi. Dunque
scosse la testa.
Magari unaltra volta, ragazzo.
Purch sia un buon combattimento, non mi interessa chi vincer, borbott Pulcro, un altro dei
legionari del distaccamento. La met di questi prigionieri  stata del tutto inutile. Ho visto ragazzini
greci combattere meglio di loro.
Figulo torn a osservare larena, mentre larbitro dello scontro, un centurione dellOttava
Coorte, presentava i due avversari. Il pubblico di Britanni, mercanti e soldati romani non in servizio si
era radunato per godersi i giochi della giornata nellarena di terra e assi di legno, costruita in tutta fretta
dalla guarnigione locale in una piccola valle tra il forte e linsediamento nativo di Lindinis. I giochi
erano stati organizzati da Trenagaso, il re dei Durotrigi alleato di Roma. Il sovrano era stato rimesso sul
trono dai Romani lanno prima, ma i suoi sforzi di pacificare il suo combattivo e ribelle popolo
avevano incontrato una feroce resistenza. Due giorni prima, un sinistro culto druidico aveva
conquistato Lindinis. I Druidi della Luna Nera e il loro carismatico capo Calumo avevano preso in
ostaggio Trenagaso e minacciato di giustiziarlo se Roma non si fosse arresa, ritirandosi dal regno.
Soltanto larrivo di rinforzi da Calleva aveva salvato i Romani da unumiliante sconfitta.
Dozzine di ribelli erano stati catturati durante la sanguinosa riconquista dellinsediamento. Ora
Trenagaso aveva ordinato che quei prigionieri combattessero fino alla morte davanti ai loro
connazionali. Il macabro spettacolo serviva sia a fornire un necessario sfogo e divertimento per la
guarnigione romana e per i sudditi fedeli al re, sia come monito per coloro che osavano sfidarlo. Sin da
mezzogiorno, il pubblico aveva assistito a continui scontri, mentre quaranta coppie di ribelli venivano
gettate nellarena, con tutta una serie di armi, in una rozza imitazione dei giochi gladiatori che si
tenevano a Roma. Alcuni combattevano con le lunghe spade celtiche. Altri brandivano tridenti o asce
da battaglia, e in uno scontro si erano perfino visti due Britanni combattere a mani nude. Alcuni dei
prigionieri avevano usato le armi per togliersi la vita, preferendo il suicidio allidea di combattere
contro i loro compagni ribelli, ma per la maggior parte si erano battuti, poich Trenagaso aveva
promesso che il campione sarebbe stato risparmiato, e venduto invece come schiavo.
Un silenzio teso discese sullarena, mentre uno dei legionari si faceva avanti, consegnando allo
sfidante una lancia. Il prigioniero fiss larma che stringeva nella destra, brandendola goffamente e
testandone il peso. Di fronte a lui, luomo con la spada flett i muscoli, la punta dellarma insanguinata
che scintillava alla luce pallida della giornata invernale.
Il combattimento sta per cominciare, signore, comment Vazia, fregandosi le mani
allegramente. Sar una vittoria facile.
Figulo sorrise debolmente. Vedremo, legionario, vedremo.
In una situazione normale, loptio avrebbe apprezzato quello scontro. Gli piacevano i giochi
gladiatori come piacevano a tutti, ma negli ultimi giorni era stato tormentato dai sensi di colpa. Due dei
suoi compagni erano stati catturati dai ribelli durotrigi nel corso della concitata ritirata da Lindinis.
Helva e Rullo erano stati trascinati nelle paludi, e Figulo non era riuscito a salvarli. Nei momenti pi
bui, il giovane gallo si tormentava pensando ai suoi amici bloccati nellaccampamento nemico, ad
attendere un orribile destino. O forse erano gi morti. Decapitati o bruciati vivi in uno di quei
terrificanti pupazzi di vimini dei Druidi...
Uno schiocco secco divise laria quando larbitro us la frusta per dare inizio allo scontro. La
folla esplose in un urlo belluino.
Ci siamo!, esclam Pulcro, sollevando un pugno verso il cielo.
Luomo con la spada non perse tempo e caric subito lavversario, deciso a finirlo in pochi
istanti e ad aggiudicarsi cos la vittoria e il titolo di campione dei giochi. Il lanciere si scost
rapidamente di lato, mentre il britanno pi grosso tentava un affondo contro di lui, rischiando di
perdere lequilibrio sul terreno viscido di sangue. Si riprese allultimo momento e barcoll allindietro,
mentre lavversario tornava ad attaccarlo, schivando per un soffio un rapido e nuovo affondo al ventre.
I Romani e i mercanti urlavano incoraggiando i due contendenti. I Britanni erano meno rumorosi, di
certo a disagio nel vedere dei Durotrigi sfidarsi nellarena, e molti di loro si limitavano a osservare
cupamente lo scontro mortale dei due ribelli.
Infilzalo, bastardo!, url Vazia a quello con la spada, come se il britanno potesse sentirlo al di
sopra delle urla piene di entusiasmo del pubblico.
Luomo lanci un ruggito di frustrazione, mentre il lanciere continuava a ritrarsi verso il bordo
dellarena, usando la sua arma per tenere lontano lavversario. Poi con la spada finse un colpo basso,
spingendone invece la punta verso la gola esposta dello sfidante. Questultimo si rese conto dellattacco
allultimo momento, e si accovacci velocemente, schivandolo. Poi, con un movimento fluido, spinse
avanti la lancia, a unangolazione tale da strappare un urlo di dolore allavversario, quando la punta gli
perfor una coscia, penetrando nel muscolo e tranciando i tendini. Con un ringhio, lo sfidante liber
larma e scatt indietro, allontanandosi rapido dal raggio dazione delluomo con la spada, che tagli
inutilmente laria con un ampio e violento fendente.
Potrebbe essere uno scontro alla pari, dopotutto, signore, comment Pulcro.
 stato solo un colpo di fortuna, borbott Vazia.
Figulo spost lo sguardo dallarena, guardando Trenagaso. Il re dei Durotrigi era seduto vicino
al bordo dellarena, circondato dal numeroso entourage e dalle due sezioni dei legionari veterani della
Nona Coorte, sue temporanee guardie del corpo. Trenagaso sembrava provato dal recente scontro con i
Druidi della Luna Nera. Era bianco come il gesso e una vistosa fasciatura copriva la profonda ferita che
aveva subito alla testa. Ciononostante, teneva la schiena rigida e dritta, con un lieve sorriso sulle labbra
mentre osservava lo scontro.
Loptio torn con gli occhi allarena, in tempo per vedere il muscoloso britanno riprendere fiato
e caricare lavversario. Il volto dello sfidante era carico di concentrazione, mentre schivava il colpo
spostandosi di lato e, con un movimento rapidissimo, girava alle spalle del confuso contendente, prima
di attaccarlo dietro le gambe. Il pubblico si lasci sfuggire un collettivo sussulto, quando la punta della
lancia squarci il polpaccio del britanno, facendo sprizzare il sangue sulla sabbia dellarena. Luomo
con la spada barcoll in avanti di qualche passo, ringhiando di dolore. Prima che riuscisse a recuperare
lequilibrio, quello con la lancia lo colp alla schiena con il manico dellarma, facendolo crollare a terra
con un gemito.
Ce la sta facendo!, sbott Figulo, facendosi prendere dallentusiasmo e dimenticando per un
attimo langoscia che lo attanagliava. Il lanciere lo ha in pugno, ora.
Il lanciere corse addosso allavversario. Calci lontano la sua spada e sollev la lancia con
entrambe le mani, pronto a conficcargliela in gola. Diversi gruppi di spettatori scattarono in piedi, per
godersi meglio lattimo delluccisione.
Rialzati, idiota!, url Vazia.
Lo sfidante affond larma contro lavversario ferito. Ma laltro rotol rapido a destra, evitando
per un soffio la lancia che si piant nel terreno. Si rialz in piedi, mentre il lanciere ruotava il busto per
attaccarlo di nuovo. Questa volta, luomo con la spada schiv il colpo e chiuse unenorme mano
intorno allasta della lancia, strattonandola verso di s e costringendo lo sfidante a piegarsi in avanti.
Allo stesso tempo, sollev il ginocchio destro e glielo schiant contro il viso. Si ud uno schiocco
secco, quando il naso del britanno pi esile si spezzava. Luomo barcoll indietro, gemendo e lasciando
la presa sullarma.
Finiscilo!, rugg Vazia, con tutta la voce che aveva.
Afferrando la lancia con entrambe le mani e rigirandola con estrema rapidit, luomo con la
spada affond la punta contro il confuso avversario. Lo sfidante si rese conto troppo tardi del pericolo.
Url di dolore mentre la lancia gli si piantava nello stomaco. Poi laltro rigir con violenza larma,
sbudellando lavversario e scatenando lentusiasmo della folla. Con un ruggito selvaggio, il britanno
liber la lancia. Uno spruzzo di sangue esplose dalla ferita, riversandosi sulle gambe dello sfidante e
inzuppando il suo perizoma. Luomo ondeggi per un attimo sul posto, prima di crollare al suolo. Urla
e applausi si levarono dagli spalti dellarena, mentre laltro gettava larma di lato, sollevando i pugni al
cielo in unorgogliosa e vittoriosa gestualit.
Luomo con la spada ha vinto!. Vazia si volse a Figulo, sogghignando. Che ti avevo detto,
signore?.
Figulo fiss cupamente lo sfidante ucciso. Quello con la lancia era quasi riuscito a batterlo.
Quasi non basta a far vincere uno scontro.
Loptio sbuff. A quanto sembrava, aveva ancora molto da imparare, sul combattimento. Con la
coda dellocchio, not Trenagaso rivolgere un secco cenno allarbitro. Questultimo latr un ordine ai
legionari disposti in cerchio intorno al bordo dellarena. I tre soldati pi vicini avanzarono verso il
vincitore, le mani posate sullelsa della spada che portavano al fianco. Due di loro afferrarono luomo
per le braccia, stringendogli i potenti bicipiti tra le dita, mentre il britanno si guardava intorno,
allarmato. Il terzo sguain la spada con un sibilo metallico. Il britanno comprese subito quello che stava
per succedere e tent di liberarsi dalla presa dei due legionari, ma i Romani lo tennero fermo e lo
costrinsero a inginocchiarsi.
Che sta succedendo?, esclam Vazia. Pensavo che quel vecchio pazzo avesse promesso di
risparmiare il vincitore.
A quanto pare, Trenagaso ha cambiato idea, replic Figulo, accigliandosi.
Il giovane optio si sent rivoltare lo stomaco mentre i soldati si preparavano allesecuzione.
Tuttintorno allarena, i nativi mormoravano cupi allinaspettato epilogo dei giochi, mentre soldati e
mercanti urlavano che il ribelle venisse messo a morte. Gli spettatori fissarono tutti il re che in quel
momento si alz faticosamente in piedi. Trenagaso fece una pausa di silenzio, mentre fissava il ribelle
con fredda indifferenza. Poi si rivolse al popolo.
Miei sudditi, ascoltatemi!, dichiar, lottando per alzare la voce esile al di sopra del brusio
della folla. Non si pu mostrare piet verso i nostri nemici! Nessuna! Coloro che hanno osato
sfidarmi... che hanno osato tradire il loro re e la trib che li ha messi al mondo, non hanno pi diritto di
vivere. Devono morire come i cani traditori che sono. La sua voce fremette di rabbia, e Figulo vide i
suoi pugni ossuti tremargli contro i fianchi, mentre osservava larena con aria di sfida, prima di
continuare. Questo  il mio volere, come vostro signore e re!.
Trenagaso fece cenno allarbitro, prima di lasciarsi ricadere sul suo scranno. Il centurione url
un ordine ai suoi uomini, e il legionario che aveva sguainato la spada la affond nel ventre del britanno.
Sbudelleranno quel bastardo, borbott Pulcro.
Il britanno tese i muscoli. Sollev lo sguardo sulla folla e fiss con disprezzo i Durotrigi,
urlando qualcosa nella dura e gutturale lingua dei nativi. Vazia si avvicin a Figulo.
Che sta dicendo?.
Pi di due anni di durissimi scontri in Britannia avevano dato modo a Figulo di imparare il
dialetto locale, che ricordava non poco il gallico che parlava da bambino nella nativa Lutezia.
Dice che non ha paura della morte, tradusse rapidamente. Dice che i Druidi della Luna Nera
torneranno e libereranno la Britannia dai Romani invasori. Tutti coloro che hanno tradito gli di della
trib soffriranno. Calumo, il loro sommo sacerdote e leale servitore di Cruach, lha predetto. Figulo
deglut rumorosamente, mentre continuava: Presto la terra sar rossa del sangue dei Romani, e le
legioni verranno ricacciate nel mare.
Vazia sbuff. Continuasse pure a sperarlo.
Il britanno serr le palpebre, i muscoli che si contorcevano mentre il legionario strattonava
indietro la spada, per poi squarciargli il ventre in un unico, rapido movimento. Luomo si lasci
sfuggire un urlo gorgogliante e orrendo, mentre le interiora gli si rovesciavano davanti nella sabbia, in
un groviglio grigiastro e sanguinolento. Alcuni dei nativi pi vicini al bordo dellarena distolsero lo
sguardo, sgomenti. Figulo si costrinse a guardare, mentre i due legionari che trattenevano il britanno lo
lasciarono crollare a terra. Il terzo affond la spada insanguinata dietro il collo delluomo, appena sopra
la clavicola. Il britanno sussult appena, quando la lama gli spezz la spina dorsale. Poi si abbatt al
suolo e rest immobile, mentre una pozza di sangue si allargava sotto il suo corpo senza vita.
Un silenzio teso scese sullarena. Non appena lesecuzione fu terminata, il re fece un cenno
allufficiale romano in carica della sua sicurezza. Il centurione Minuzio si volse ai suoi uomini,
rivolgendo loro dei rapidi ordini.
Avanti, uomini. Muovetevi! Fatevi strada tra queste canaglie!.
I legionari scattarono sullattenti e scortarono il re fuori dallarena, spingendo da parte la folla
con gli scudi e attirandosi pi di un insulto e di uno sguardo carico dodio dai nativi sempre pi cupi.
Minuzio avanzava poco pi avanti di Trenagaso, stringendo lelsa della spada, pronto a sguainarla
contro chiunque avesse tentato di farsi troppo vicino al re. Dopo che Trenagaso si fu allontanato, il
resto della folla inizi a disperdersi, allontanandosi dallimprovvisata arena e tornando verso
linsediamento a sud, tra borbottii e malcontento. Alcuni si fermarono a fissare il re con malcelato odio.
Figulo osserv gli spettatori che superavano le uscite, sentendosi stringere lo stomaco in una
morsa mentre ripensava alle minacce del ribelle britanno. Sebbene molti dei nativi simpatizzassero
apertamente per i Druidi, avevano anche il terrore del culto della Luna Nera. Era una setta che non
tollerava le altre, e lincubo di unaltra rivolta dei Druidi nel regno terrorizzava molti dei nativi almeno
quanto ne erano preoccupati i Romani. Anche loro avrebbero avuto molto da perdere, se la Luna Nera
fosse riuscita a scacciare Roma da quelle terre, e Figulo lo sapeva bene. Finch Calumo fosse rimasto
vivo, non ci sarebbe stata pace in quel travagliato regno.
Mentre lultimo degli spettatori lasciava larena, gli inservienti iniziarono a ripulire il luogo.
Alcuni gruppi recuperarono le armi utilizzate per i giochi, caricandole su un carro che le avrebbe
riportate al forte, mentre altri trascinavano via i cadaveri dei ribelli, per gettarli nella discarica locale e
lasciare che gli animali selvatici si cibassero di quei resti.
Che ne dici di una bevuta?, propose Vazia. Dopo tutto quello che  successo, mi  venuta
una discreta sete, signore. Ci sono diverse bettole in citt. Potremmo dare unocchiata.
Prima di poter rispondere, Figulo not un inserviente che correva verso di loro, proveniente dal
forte, poco pi a nord dellarena temporanea. Luomo si guard rapidamente intorno, controllando i
volti dei presenti che attraversavano le varie uscite. Quando vide Figulo, avanz senza perdere tempo
nella sua direzione.
Optio! Eccoti, esclam, mentre riprendeva fiato. Ti ho cercato dappertutto.
Cosa vuoi?, domand Figulo.
Linserviente si irrigid. Ho un messaggio dal tribuno. Vuole vederti subito al quartier
generale.
Figulo si accigli di colpo. Adesso?
S, subito.
Daccordo. Andiamo. Si volse a Vazia. Sembra che quella bevuta dovr attendere.
Con un profondo sospiro, loptio segu linserviente fuori dallarena. Il tramonto si stava
avvicinando, e mentre marciavano rapidi verso il forte, Figulo non pot fare a meno di provare il morso
gelido dellansia. Cosa poteva volere il tribuno da lui?
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Capitolo 2.
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Gli ultimi raggi di sole danzavano allorizzonte, quando Figulo oltrepass le porte di legno del
forte, seguendo linserviente lungo la strada principale dellaccampamento. Pochi giorni prima, l
dentro cera soltanto una singola coorte di esausti ausiliari batavi. Ora fremeva di attivit. Due intere
coorti di legionari erano giunte a rinforzare la guarnigione, e il campo daddestramento era pieno di
soldati che si allenavano sotto lo sguardo di uno dei centurioni. Cera un senso di nervosa attesa
nellaria, mentre gli uomini si preparavano al nuovo periodo di guerra. Il gelido inverno era ormai
passato, e la Seconda Legione presto si sarebbe addentrata in territorio nemico. Quello sarebbe stato il
terzo anno di Figulo in Britannia, e a quel punto il giovane gallo si domand quante altre campagne
avrebbe dovuto affrontare in quella lontana provincia, prima che i nativi fossero finalmente domati. Ci
sarebbero potuti volere molti altri anni, consider, se le trib selvagge del Nord erano testarde e ribelli
quanto i Durotrigi.
Entrarono nelledificio principale e oltrepassarono una sala piena di spifferi e panche, usata per
le riunioni giornaliere, imboccando un corridoio fiocamente illuminato. Linserviente si ferm fuori da
una stanza in fondo al passaggio e si scost, facendo cenno a Figulo di entrare.
Il gallo si ritrov in una stanza spaziosa e ben arredata. Un braciere di ferro era acceso in un
angolo, e la riscaldava piacevolmente. Il tribuno Aulo Vitellio era seduto al tavolo, con un mucchio di
pergamene davanti a lui, e un calice dargento pieno di vino caldo. Alla sua destra cera un uomo dai
capelli grigi, seduto su uno sgabello di cuoio imbottito. Numerio Scilla, il legato imperiale di Roma,
indossava un pesante mantello invernale, avvolto intorno alle esili spalle, mentre tendeva le mani verso
il braciere per scaldarle. Quando alz lo sguardo verso Figulo, la luce fioca delle lampade a olio
enfatizz le rughe profonde che gli segnavano il volto. Linviato imperiale era arrivato da Roma per
controllare la situazione nel regno di Trenagaso, e la fatica di tentare di domare i nativi ostili sembrava
esigere un pesante tributo dal liberto greco.
Riposo, optio, ordin Vitellio. Osserv Figulo da capo a piedi. Devo ammettere che 
piacevole vederti in qualche modo pi civile, tanto per cambiare. Non vorrei che qualcuno dei miei
uomini ti scambiasse di nuovo per un nativo.
Figulo impallid. Dopo che i ribelli avevano conquistato Lindinis, si era offerto volontario per
cercare di salvare il re, infiltrandosi nellinsediamento travestito da guerriero durotrigio. Una volta
vestito solo di un perizoma, con il corpo coperto di pitture simboliche e i capelli sporchi di fango, il
giovane optio era sembrato subito uno di loro. Nel corso dello scontro per riconquistare Lindinis, un
legionario troppo zelante aveva rischiato di infilzarlo, credendolo davvero un guerriero ribelle.
Scilla si schiar la gola. Il re desidera ringraziarti, cominci, con la sua voce melliflua.
Inutile dirlo, se non fossi riuscito a liberarlo, con tutta probabilit i Druidi lo avrebbero ucciso molto
prima che riuscissimo a intervenire. Grazie a te, Trenagaso resta sul trono. Ci sono stati danni ingenti
allinsediamento, certo, e i ribelli hanno saccheggiato la sala reale, rubando ogni oggetto di valore. Ma,
tutto considerato, sarebbe potuta andare molto peggio. Dunque, ottimo lavoro.
Ho soltanto fatto il mio dovere, ribatt Figulo, in tono impacciato.
Veniamo al punto, signori, intervenne Vitellio, prendendo il calice di vino. Non ho tutta la
notte.
Scilla gli lanci uno sguardo infastidito, e Figulo si accorse di una vena di ostilit tra i due. Del
resto, era piuttosto ovvio. In teoria, il nobile tribuno era molto pi in alto, nella scala sociale di Roma,
dellinviato imperiale, semplice liberto al servizio dellimperatore. Ma Claudio si affidava moltissimo
ai suoi consiglieri, per la gestione quotidiana dellimpero, e dunque quei liberti erano potentissimi e
influenti come pochi altri a Roma. Era chiaro che a Vitellio non piacesse doversi assoggettare a un
servitore del palazzo reale.
Linviato torn a rivolgersi a Figulo, e si schiar la gola. Io e il tribuno abbiamo parlato del tuo
piano, optio. E ho... abbiamo deciso che potrebbe avere qualche possibilit di successo.
Figulo si sent chiudere lo stomaco. Ripens al suo ultimo incontro con Vitellio, poche ore dopo
che i suoi compagni erano stati portati via nelle paludi. Aveva implorato il tribuno di lasciargli
inseguire i ribelli. Vitellio aveva rifiutato, dichiarando che qualsiasi tentativo di salvare i prigionieri
romani sarebbe sicuramente finito male. Ora il gallo sent il cuore perdere un battito, allidea di poter
aiutare gli amici in pericolo. Port tutta lattenzione sullinviato imperiale, mentre il liberto continuava
a parlare.
Grazie ai tuoi sforzi, e allarrivo, giusto in tempo, delle truppe del tribuno, Calumo  stato
costretto alla ritirata. Le sue forze hanno subito un serio colpo, e i ribelli non saranno in grado di
attaccarci ancora, almeno per un po. Una volta che linsediamento sar stato rimesso in sesto e la
situazione si sar calmata, Trenagaso sar libero di procedere con i suoi progetti di romanizzazione del
territorio. Accenn un lieve sorriso. Tutto sommato, le nostre prospettive, in questa terra maledetta,
sembrano finalmente iniziare a risollevarsi.
Figulo scosse la testa. Finch Calumo continuer a esistere, i nostri problemi non si
risolveranno. Conosco quelluomo. Non si arrender. I suoi si opporranno a noi fino allultimo
respiro.
Ed  proprio per questo che sei qui. Scilla accenn un sorriso. Al momento, Calumo non 
una minaccia impellente, per il regno. Ma tra pochi mesi, la situazione potrebbe cambiare totalmente.
In effetti, abbiamo gi ricevuto rapporti di nativi che si sono uniti alla sua causa, dagli insediamenti pi
lontani. Senza dubbio, sono stati persuasi dai grandi discorsi mistici dei Druidi. Sbuff, aggiungendo:
Sembra che Calumo abbia molti seguaci tra i Durotrigi. Soprattutto da quando ha il supporto della
figlia del re.
Un lampo rovente di rabbia si risvegli nel petto di Figulo, al ricordo di Ancasta. La figlia del re
si era rivelata una spia che cospirava con i Druidi contro suo padre per rimuoverlo dal trono e scacciare
i Romani dal regno. Era fuggita dalla capitale, dopo la sconfitta di Calumo, seguendolo nelle paludi. E
non solo aveva tradito suo padre, ma aveva anche attirato Figulo in una trappola, riuscendo quasi a
condannarlo a morte. Ora il giovane optio bruciava dal desiderio di vendicarsi.
Tu conosci piuttosto bene questi Celti, soggiunse Scilla. Lautorit del re  stata indebolita
considerevolmente dal tradimento di sua figlia. Alcuni dei nobili locali si stanno chiedendo se sia
adatto al suo ruolo. Si stanno domandando come far il re a proteggere il suo popolo, se non riesce
neanche a controllare sua figlia. Finch rester a piede libero, cospirando con il nemico, la posizione
del re continuer a essere instabile.
Cosa dovremmo fare, dunque?
 chiaro che non possiamo permettere a Calumo di aggirarsi liberamente nelle paludi.
Dobbiamo sfruttare il vantaggio che abbiamo, finch  possibile, e colpire al cuore i Druidi della Luna
Nera, prima che abbiano la possibilit di riunirsi. Si pieg verso Figulo, con gli occhi che
scintillavano. Una vittoria decisiva sul nemico metterebbe a tacere chi critica il re, riaffermando la sua
autorit sul trono, eliminando le minacce alla sua posizione nel prossimo futuro e mettendo fine alla
nostra missione in questo maledetto regno. Rabbrivid e torn vicino al braciere. Un giorno che
attendo con impazienza, sinceramente.  passato davvero troppo tempo dallultima volta in cui ho
potuto bere una coppa di vino decente, o mangiare qualcosa che non fosse brodo o montone sotto sale.
Come facciate voi soldati a sopportare queste condizioni va oltre la mia comprensione.
Ci si abitua a tutto, ribatt Figulo, stringendosi nelle spalle.
Dipende dalle condizioni sociali, immagino. Scilla si freg le mani per scaldarle. Ma sto
divagando. Come puoi immaginare, Calumo non  un problema da poco. Secondo il tribuno,
unavanzata in piena forza nelle paludi  fuori questione.
Vitellio sembr infastidito dal tono di disprezzo nella voce dellinviato. Voglio sconfiggere i
Druidi quanto lo vuoi tu, Scilla. Ma nessuno comandante sano di mente manderebbe le sue forze dentro
quelle paludi senza sapere dove trovare il nemico. Faremmo la stessa fine di quei maledetti Batavi.
Figulo si sent stringere lo stomaco, al ricordo degli ausiliari batavi. Pochi mesi prima, un
centurione poco avveduto aveva guidato i suoi nelle paludi allinseguimento di un gruppo di predoni
durotrigi. Gli uomini erano finiti in un agguato, e molti dei Batavi erano stati uccisi sul posto. Gli altri
erano stati catturati e spellati vivi, con i corpi torturati legati a pali piantati fuori dalle paludi, come
monito a chiunque osasse entrare in territorio nemico.
Gi, rispose Scilla, sorridendo diplomaticamente. Poi torn a rivolgersi a Figulo. Come
vedi, optio, siamo in una posizione difficile. Il nemico si nasconde e non sappiamo dove. Se lo
lasciamo in pace, torner a rafforzarsi e a minacciare le nostre ambizioni. Ma se lo inseguiremo, le
nostre truppe rischieranno di essere massacrate in un agguato. Si pieg in avanti. Ma c una terza
opzione.
Oh? E quale?.
Scilla fece una pausa, prima di rispondere, e si scambi un rapido sguardo con Vitellio.
Potremmo inviare un piccolo gruppo di soldati nelle paludi, con il compito di trovare il covo dei
Druidi. Una volta che sapremo dove si nascondono, le coorti potranno intervenire in massa e
distruggerli per sempre, mettendo fine alle nostre difficolt in questo regno.
Figulo si irrigid. Aveva capito cosa stava per succedere. Volete che io entri nelle paludi e
trovi il nascondiglio dei Druidi?
Esatto.
E i prigionieri che abbiamo preso? Non sanno dove si trova il nascondiglio?.
Scilla scosse la testa. Gli interrogatori sono andati avanti senza sosta da ieri. Ma finora tutto
quello che abbiamo ottenuto sono state maledizioni contro di noi e preghiere verso le loro divinit.
Sorrise con crudelt. Perlomeno, da quelli che ancora hanno la lingua.
 solo questione di tempo, soggiunse Vitellio. Se si tortura un uomo abbastanza a lungo,
alla fine dir tutto quello che si vuole sapere.
Purtroppo, temo che non funzioni cos per i Druidi. Scilla spost lo sguardo su Figulo. Tu
sei la nostra unica vera speranza di scovare quel nascondiglio, optio. Hai fatto un ottimo lavoro, quando
ti sei infiltrato a Lindinis per salvare il re. Somigli ai nativi e sai parlare la loro lingua. Sei perfetto per
questo compito.
 una missione suicida, secondo me, sbuff Vitellio. Le possibilit che loptio sopravviva
un solo giorno in quelle paludi  minima.
Scilla ignor il tribuno e fiss Figulo dritto negli occhi. Non ti mentir.  una missione
disperata. Ora che abbiamo scacciato i ribelli da Lindinis, penseranno che vogliamo entrare nelle paludi
per finire quello che abbiamo cominciato. Quindi saranno inclini a considerare gli sconosciuti come
possibili spie di Roma. Se ti imbatterai nelle pattuglie dei ribelli, temo che potrai sperare soltanto di
ottenere una morte rapida. Ma se riuscirai nel compito, limperatore te ne sar grato.
E i miei compagni?, domand Figulo, infastidito dal fatto che linviato e il tribuno
sembravano aver dimenticato del tutto i Romani prigionieri di Calumo.
Con tutta probabilit sono gi morti, borbott Vitellio.
Temo che il tribuno abbia ragione, rispose Scilla, con cautela. Ma se trovassi il loro
accampamento e se ne presentasse lopportunit, potresti tentare di salvarli. Tuttavia, solo se questo
non metter in pericolo la missione. Siamo intesi?.
Figulo ci pens su per un attimo. Fatemi capire bene: volete che Calumo muoia, ma non potete
rischiare di inviare le coorti nelle paludi e non potete permettervi di perdere un gruppo di esplorazione.
Per, potete permettervi di perdere un singolo uomo, ovverosia il sottoscritto.
 un modo piuttosto brutale di vederla, comment Scilla. Per s,  cos.
Lo far, rispose Figulo. Ma a una condizione.
Linviato sogghign. Non mi sembra che tu sia nella posizione di dettare delle condizioni,
optio.
Invece s. Figulo fiss dritto negli occhi Scilla. Se mi rifiutassi di accettare, non avreste
alcuna possibilit di trovare Calumo prima che linverno finisca. Senza di me, siete finiti.
Linviato continu a sorridere, ma i suoi occhi erano grigi e freddi. Molto bene. Una sola
richiesta. Sentiamo.
Un cimiero traverso, rispose lui.
Scilla aggrott le sopracciglia. Prego?
Voglio essere promosso centurione.
Un silenzio perplesso cal sulla stanza. Vitellio spalanc la bocca, quasi stordito dalla
presunzione del giovane optio. Scilla lo fiss senza parlare per lunghissimi istanti. E il tuo centurione
cosa dice in merito?
Il mio centurione ha chiesto di tornare tra i Pretoriani, replic con calma Figulo.
Ocella?. Vitellio si massaggi il mento. Ah, s, ricordo. Immagino sia la cosa migliore per
tutti. Che i Pretoriani se lo riprendano pure.
A me piacerebbe farlo, signore, dichiar Figulo. Voglio essere il nuovo centurione della
Sesta Centuria.
Vitellio lo fiss negli occhi. Questa  la Seconda Legione, ragazzo! Non una dannata
burocrazia di provincia. Le promozioni si guadagnano lavorando sodo. Non si va in giro a chiederle
come se fossero dovute. Spost lo sguardo su Scilla. E di certo non per essersi offerti volontari per
uninutile missione di ricognizione.
Figulo non si lasci intimidire. Mi sono guadagnato la mia promozione, signore. Ho
combattuto per tre anni in Britannia e ho partecipato a un numero considerevole di scontri. Ho ucciso
molti nemici, inoltre. Ho combattuto da soldato e guidato questo distaccamento come optio. E ora sono
pronto a guidare una centuria.
Scilla si schiar la gola e si mosse sullo sgabello. La tua  una richiesta molto inusuale, spero
tu possa comprenderlo. E dovrebbe essere approvata dai canali ufficiali. Non possiamo permettere che i
subalterni si occupino di faccende militari, per ovvie ragioni. Lanci uno sguardo a Vitellio, con
cautela, prima di continuare. Ma mi sembra una richiesta ragionevole. Sono certo che potremo
giungere a un accordo.
Con la coda dellocchio, Figulo vide Vitellio aprire la bocca per protestare. Il tribuno per ci
ripens subito e si gir dallaltra parte, incrociando le braccia sul petto, disgustato. Figulo torn a
guardare Scilla.
Andr da solo?
Certo che no.  una missione troppo pericolosa per un uomo solo. Porterai con te uno dei tuoi
compagni. In questo modo, almeno uno di voi avr una vaga possibilit di tornare vivo.
Figulo scosse la testa. Nessuno dei miei uomini riuscirebbe a farsi scambiare per un nativo.
Non conoscono neanche la loro lingua, tanto per cominciare.
Non ne avranno bisogno, ribatt Scilla. Ti farai credere un mercante che viaggia per il
regno, intento a vendere le tue merci alla gente locale. E il tuo compagno finger di essere il tuo
servitore pazzo. Da quello che abbiamo capito, i Durotrigi ritengono che i pazzi siano sotto linfluenza
degli di, e che portino fortuna a chi viene in contatto con loro.
Pensi che funzioner?, domand Figulo, in tono scettico.
Oh, non vi aiuter di certo se vi imbatterete in un gruppo di ribelli. Ma dovrebbe bastare per
tenervi al sicuro se incontrerete semplici popolani. Dopotutto, chi oserebbe fare del male a un mercante
e al suo servo toccato dagli di?. Linviato strinse gli occhi freddi e grigi, fissando Figulo. C uno
dei tuoi uomini capace di fingersi matto, optio?
Posso trovarlo.
Bene. Dovrai avere anche una guida, ovviamente. Uno dei locali verr con te. Una delle ex
guardie del corpo dei Druidi. Afferma di conoscere bene le paludi. O, almeno,  quello che dice lui.
Figulo aggrott la fronte. E possiamo fidarci?
Penso di s. Si  offerto volontario per la missione. Del resto, non abbiamo molta scelta.
Nessuna delle altre guide ha intenzione di inoltrarsi nelle paludi, neanche in cambio di tutto largento
che possiamo offrire loro. Sembra che temano i Druidi almeno quanto i nostri uomini.
Oppure sono ancora leali al nemico, sugger Vitellio.
Scilla si limit a unalzata di spalle.
Quando dobbiamo partire?, chiese Figulo.
Prima dellalba. Secondo i nostri esploratori, i ribelli hanno delle pattuglie che controllano i
punti dentrata alle paludi. Se vi inoltrate nel loro territorio con la copertura del buio, avrete pi
possibilit di non farvi individuare. Ci sono domande?.
Figulo scosse la testa.
Allora suggerisco che tu non perda altro tempo. C molto che devi fare, prima della
partenza.
Scilla si alz dallo sgabello, facendo capire che la riunione era terminata. Figulo si alz di scatto
e rivolse il saluto militare al tribuno. Poi si volt e usc dal quartier generale, puntando verso gli alloggi
dei soldati. Eccitazione e terrore si inseguivano dentro di lui. Stava per entrare nel cuore del territorio
nemico, per il capriccio di due uomini potenti, e nella speranza disperata di riuscire a trovare il
nascondiglio dei Druidi. Le possibilit che tornasse vivo dalle paludi erano esigue, e lui lo sapeva bene.
Ma era anche la sua unica possibilit di salvare i compagni, e fermare Calumo una volta per tutte. Non
avrebbe abbandonato i suoi amici. Se lo ripromise con forza. Li avrebbe salvati, o sarebbe morto nel tentativo.
...
.
...
Capitolo 3.
...
.
...
Qualche ora dopo, Figulo usc dal relativo calore dei suoi alloggi puntando verso la porta
orientale. Non cera stato tempo di riposare, dopo la riunione con Scilla e Vitellio, e mentre procedeva
lungo la strada principale del forte, gli sembr che una fitta nebbia gli coprisse gli occhi stanchi. Era
stato un inverno lungo e difficile, in quel gelido angolo di Britannia. Mentre il resto della Seconda
Legione era rimasto chiuso nella fortezza militare di Calleva, a bere e a giocare a dadi per tutta la brutta
stagione, Figulo e i suoi uomini avevano trascorso gli ultimi mesi l a proteggere Trenagaso dai suoi
numerosi nemici e dalla costante minaccia dei Druidi della Luna Nera. Era stata unesperienza
pericolosa, e ora ogni fibra del suo corpo esigeva un sonno lungo e profondo.
Non appena la riunione era finita, aveva cercato Vazia negli alloggi militari destinati al loro
distaccamento. Dei quattro rimasti sotto il suo comando, gli sembrava che Vazia fosse il pi adatto ad
accompagnarlo nelle paludi. Il suo atteggiamento sicuro e il suo buonsenso gli sarebbero stati utili, a
miglia di distanza dalla sicurezza del forte, e in caso di combattimenti, cerano pochi uomini nella
legione capaci di superare quel tozzo e robusto soldato.
Vediamo se ho capito bene, aveva detto Vazia, dopo le spiegazioni di Figulo. Quel viscido
buono a nulla dellinviato imperiale, lo stesso greco bastardo che ci ha messi nei guai fin dal principio,
ora vuole che andiamo a cercare la tana dei Druidi in quelle fetide paludi?
Gi, sembrerebbe proprio cos, aveva risposto Figulo.
Il legionario aveva scosso la testa, incredulo. E che succede se i Druidi ci trovano?
Speriamo che non accada.
Tutto qui?. Vazia sembrava incredulo.  questo il piano?
Non ho detto che sarebbe stato facile.
Vazia aveva gettato la testa indietro, scoppiando a ridere. Questo  un eufemismo, signore.
Stiamo parlando di una dannata missione suicida.
Figulo aveva imbronciato le labbra. Se non te la senti, puoi anche non accettare.
E lasciarti tutta la gloria? Con tutto il dovuto rispetto, signore... vai a farti fottere. Aveva
sorriso cupamente, a quel punto. E poi, Rullo mi deve ancora una bevuta, dopo la nostra ultima partita
a dadi, e non gli permetter di cavarsela tanto a buon mercato.
I due si erano messi a ridere, allora, ma adesso che avanzavano oltre ledificio delle caserme,
Figulo si sentiva sempre pi oppresso dallangoscia. Stavano andando quasi sicuramente incontro alla
morte. Le ampie paludi si trovavano oltre i confini del regno dei Durotrigi, un terreno vasto, umido e
infido che pullulava di nemici di Roma. Non stupiva che linviato fosse stato cos pronto ad accettare la
sua richiesta di promozione, consider Figulo. Era improbabile che tornasse vivo da quella missione.
Scilla aveva fatto tutti i necessari preparativi. Tre cavalli erano stati presi dalle scuderie del re,
visto che il tribuno non poteva permettersi di utilizzare quelli, gi in numero esiguo, degli squadroni di
cavalleria a sua disposizione. E i cavalli del luogo, del resto, avrebbero dato meno nellocchio rispetto
ai pi grandi animali stranieri. Invece delle uniformi militari, Figulo e Vazia indossavano semplici
tuniche con sopra un mantello scuro consumato alle estremit e sporco di fango. Vazia indossava anche
un laccio di cuoio tra i capelli, alla maniera dei Greci, per renderlo meno riconoscibile come romano.
Entrambi portavano delle sacche di cuoio piene di provviste, che sarebbero bastate per tre giorni, ed
erano armati di daga, appesa alla cintura di cuoio intorno alla vita, mentre le spade lunghe erano state
avvolte negli stracci per nasconderle. Figulo aveva anche un sacco pieno di ninnoli importati, comprati
a una somma esorbitante da un mercante siriano, per rendere ancora pi realistica la sua copertura.
Tutto il resto era rimasto al forte, compresi lelmo e la cotta di maglia.
Linviato imperiale era in piedi accanto allentrata delle scuderie, con la luce proveniente dalla
lanterna accesa che faceva danzare la sua ombra sul muro. Si strinse il mantello intorno alle spalle
magre, battendo i piedi per tentare di riscaldarsi. Il periodo pi freddo dellinverno ormai era passato,
ma la temperatura scendeva ancora bruscamente durante la notte, e Figulo rabbrivid sotto il mantello,
mentre si avvicinava al liberto greco. Not a quel punto luomo dai capelli scuri che se ne stava
appoggiato a un lato delledificio. Scilla lo richiam con un cenno.
Lui  Petrax, spieg.  la guida di cui ti avevo parlato.
Figulo fece un cenno con il mento al robusto britanno. Sembrava solo di pochi anni pi anziano
del gallo, e aveva una barba incolta e scura e una cicatrice recente su un lato del volto. Sorrise a Figulo,
rivelando diversi denti mancanti. Loptio arricci il naso, quando lalito delluomo lo raggiunse.
Parli latino?
Un po, romano, replic Petrax in latino, con un forte accento nativo. Abbastanza. Sua
maest dice che dobbiamo tutti parlare lingua di nostri alleati, ora.
Figulo avvert una traccia di amarezza nel tono del britanno. Annu alluomo. Da quello che ho
capito, conosci le paludi, vero?
Sa!, esclam Petrax. Ho passato infanzia in paludi. A cacciare cervi. Si batt il petto
villoso in un ovvio gesto di orgoglio e sogghign. Io buon cacciatore, romano. Una volta cacciavo
cervi. Ora noi cacciamo Druidi.
Lo facevi molto tempo fa, rimarc Vazia.
Non preoccupare, romano. Non faccio perdere noi.
Spero proprio di no, amico, comment Vazia. Perch se i Druidi ci trovano, mi assicurer
che loro siano lultimo dei tuoi problemi.
Petrax sostenne per un lungo istante lo sguardo del legionario. Poi Scilla batt le mani.  ora
di partire, signori.
Linviato si scost e osserv i tre uomini montare in groppa ai loro cavalli. Figulo si sistem in
sella con movimenti goffi e incerti, imprecando tra i denti. Al suo fianco, Petrax mont con grazia,
stringendo le redini con la sicurezza di un uomo che cavalcava fin da piccolo. Quando furono pronti a
partire, Scilla alz gli occhi verso Figulo e annu con decisione.
Buona fortuna, optio. Che la dea Fortuna sia con te.
Vazia ridacchi con cattiveria, mentre i tre strattonavano le redini e si allontanavano al trotto
verso la porta del forte. Fortuna, dice lui! Quella puttana non ci ha fatto neanche un favore, finora.
Qualcosa mi dice che non comincer adesso.
Deve essere lunica donna in tutta la Britannia che non  caduta ai tuoi piedi, ribatt Figulo.
Vazia gli rivolse un sorrisetto forzato, mentre raggiungevano la porta. Due guardie erano in
piedi di fronte ai solidi battenti di legno di quercia. Il centurione di turno diede un ordine, e la sbarra
che li teneva chiusi fu fatta scivolare via per aprirli, verso linterno. Figulo guid il cavallo fuori dal
forte, seguito da Vazia, afferrandosi con forza alle redini. Petrax piant i talloni nei fianchi della sua
cavalcatura e si lanci al galoppo lungo il terreno gelato. Diverse miglia pi a ovest iniziava la zona
paludosa. Un banco di nebbia grigiastra stazionava sopra lampio tratto di terreno umido e marcio,
sotto la luce fioca di una pallida falce di luna.
Mentre Figulo si dirigeva verso le paludi, ebbe un brivido che gli sembr portare con s ogni
sorta di cattivo presagio. Senza larmatura, lo scudo e la compagnia dei suoi uomini, si sentiva nudo, e
mentre il piccolo gruppo procedeva lungo le basse colline che circondavano le paludi, il giovane optio
si volt sulla sella e lanci un ultimo sguardo al forte che era stato la sua dimora negli ultimi mesi. Era
vagamente illuminato, sotto al cielo ancora pieno di stelle, e il gallo consider che quella poteva essere
lultima volta che lo vedeva. Dopo essersi concesso quel cupo pensiero, torn a guardare avanti, e
punt dritto verso le paludi.
Mentre il cielo si tingeva della luce vaga che precedeva lalba, si fermarono a far riposare i
cavalli sul lato del sentiero. Figulo e i suoi compagni avevano attraversato silenziosamente il tratto
brullo di terra che si trovava tra il forte e i confini delle paludi, tendendo le orecchie alla ricerca di
qualsiasi rumore che potesse tradire la presenza del nemico, al di sopra di quello degli zoccoli dei
cavalli. Dopo diverse miglia, avevano raggiunto gli alberi stentati che crescevano sul bordo delle
paludi. Petrax aveva fatto rallentare il cavallo e controllato la strada davanti a loro, prima di procedere
lungo uno dei sentieri che conducevano in mezzo alla brughiera punteggiata di pozze e acquitrini. Una
sottile nebbia si aggrappava al terreno, e Figulo poteva sentire i nervi a fior di pelle, mentre i due
Romani conducevano i cavalli lungo il sentiero sterrato, dietro a Petrax. Nella palude regnava un
silenzio sinistro, rotto di tanto in tanto dal richiamo di un chiurlo o dal fruscio delle foglie morte, e
loptio si aspettava di essere attaccato da un momento allaltro da una pattuglia di ribelli. Un vago
sollievo lo pervase quando loscurit cominci a dissolversi nella luce del primo mattino, e trovarono
una piccola radura dove riposare.
Questa dannata palude, borbott Vazia, mentre si lasciava scivolare contro il tronco di un
salice. Signore, io te lo dico: quando troveremo Rullo ed Helva, li prender a schiaffi entrambi per
averci fatto venire fin qui.
Figulo sogghign. Forse riusciremo a mettere le mani anche sul bottino dei Druidi. Questo
renderebbe tutto pi interessante.
Non sperarci troppo, signore. Considerando come ci sta trattando la sorte ultimamente.... I
due soldati si scambiarono un cupo sorriso, poi Vazia rest in silenzio per un attimo. Pensi che siano
ancora vivi?.
Figulo imbronci le labbra. Si era posto la stessa domanda da quando i compagni erano stati
trascinati nelle paludi da Calumo e dai suoi seguaci. La risposta pi sincera era che non lo sapeva.
Vitellio aveva ragione, se ne rese conto in quel momento. Calumo non aveva motivo di tenere in vita i
prigionieri. Helva e Rullo non avevano alcun valore come prigionieri, e linviato imperiale aveva fatto
capire chiaramente che Roma non aveva alcuna intenzione di negoziare con i Druidi della Luna Nera.
Loptio fremeva di rabbia solo al pensiero che i suoi amici potessero essere giustiziati, e si sorprese nel
rendersi conto di quanto tenesse a loro. Non cera nulla che non avrebbe fatto pur di liberarli. Erano
come fratelli, per lui. Loro tre avevano sempre combattuto fianco a fianco, e Figulo sapeva che avrebbe
dato volentieri la vita per salvare la loro.
Non lo so, sospir, tornando a rivolgersi a Vazia. Ma finch c una possibilit anche
remota che lo siano, devo provare a trovarli.
Vazia annu. Allora qual  il piano, signore?
Petrax ritiene che ci siano alcune piccole fattorie, a ovest di qui. Accenn al robusto
durotrigio. Era accosciato sul sentiero, accanto al cavallo, a diversi passi da loro, intento a studiare la
pista. Qualcuno, l, potrebbe aver visto o sentito qualcosa riguardo ai ribelli.
Figulo lanci uno sguardo al sentiero. La nebbia era fitta sopra le paludi, e si addensava intorno
a loro, impedendo totalmente la vista dopo cinquanta passi. Fitti corridoi di ginestre e cespugli di
biancospino fiancheggiavano la pista, e laria era densa dellodore di vegetazione in decomposizione
che si levava dagli acquitrini salmastri. In alcuni punti, il sentiero spariva completamente in mezzo al
fitto sottobosco.
A proposito. Vazia abbass la voce e accenn al britanno. Che ne pensi di lui?.
Figulo lanci uno sguardo al compagno. Non ti fidi di Petrax?.
Vazia sbuff forte e sput a terra. Di lui? Stai scherzando, signore? Mi fido di uno come lui
tanto quanto riesco a pisciare lontano. E ti assicuro che non piscio molto lontano. Chi ci dice che non ci
sta conducendo in una trappola? In modo da prenderci in ostaggio e consegnarci ai suoi vecchi amici
Druidi perch possano bruciarci vivi?.
Figulo consider lidea per un attimo. Non abbiamo molta scelta. Ma lo terremo docchio,
eh?.
Tornarono in sella e ripresero il viaggio. Ben presto, la nebbia cominci a sollevarsi,
disperdendosi mentre il sole invernale usciva da dietro le nuvole. Figulo sollev lo sguardo al pallido
disco giallo, e dalla sua posizione nel cielo, cap che doveva essere ormai tarda mattinata. Avevano
viaggiato per miglia senza incontrare nessuno. Ci sarebbero potuti volere giorni, se non addirittura
mesi, per trovare il nascondiglio dei Druidi, consider Figulo, cupamente. Sempre che riuscissero a
evitare le pattuglie dei ribelli. Anche se fossero riusciti a localizzare il nemico, sarebbe potuto essere
gi troppo tardi. Helva e Rullo potevano gi essere morti.
Quanto manca?, domand in dialetto locale, mentre trottava accanto a Petrax su uno dei
numerosi sentieri che si intersecavano in mezzo alle paludi. Alla fattoria pi vicina, intendo.
Il robusto durotrigio strinse gli occhi, osservando il sentiero davanti a loro e calcolando la
distanza. Due miglia. Forse meno.
Figulo annu. Pensi che i contadini ci aiuteranno?
Dipende, romano. Alcuni sono ancora leali ai Druidi della Luna Nera.
Anche dopo tutto quello che hanno fatto?, domand il giovane gallo, ricordando gli orrori
visti a Lindinis dopo che i Druidi erano entrati nellinsediamento. I ribelli avevano messo a morte
gruppi interi di abitanti, bruciandoli vivi o dandoli in pasto ai loro cani da caccia.
Non conoscono altro, rispose Petrax a mezza voce. Ed era tutto quello che conoscevo
anchio, una volta.
Figulo sent un brivido gelido corrergli lungo la spina dorsale. Cosa intendi?.
Petrax rest in silenzio per un attimo, prima di rispondere. Fiss lo sguardo davanti a s, verso
la nebbia che ormai si andava diradando, unespressione distante negli occhi tristi, mentre riprendeva a
parlare. Quando ero un ragazzo, un agente dei Druidi venne nel nostro villaggio. Scelse i pi forti di
noi e ci port nel suo, a sud di qui. Non molto lontano dalla Grande Fortezza. L ci addestrammo per
anni. La mattina imparavamo a combattere. Il pomeriggio, un sacerdote ci insegnava le arti magiche. Ci
diceva che Cruach ci aveva scelto per portare loscurit sui suoi nemici. Diceva che dovevamo
difendere gli di e schiacciare tutti coloro che si prendevano gioco del suo nome o gli si opponevano.
Alla fine delladdestramento, giurammo con un giuramento di sangue di proteggere e seguire i Druidi
della Luna Nera, e di dare anche la nostra vita per salvarli.
Petrax si zitt di nuovo, guardandosi intorno, prima di continuare.
Un giorno, seguimmo i sacerdoti fino a un villaggio. Era la prima volta che tornavo da quelle
parti, dopo anni. I Druidi ci ordinarono di radunare tutti coloro che si erano rifiutati di seguire il culto
della Luna Nera. Uomini, donne. Perfino dei bambini. Lalto sacerdote li accus di tradimento della
loro trib. Petrax parlava in tono basso e piatto, ma Figulo si rese conto delle emozioni che gli
animavano lo sguardo. Mio padre era tra loro.
Il giovane optio rabbrivid, a quelle parole. Cosa  accaduto?
I Druidi li hanno tutti condannati a morte, spieg luomo, freddamente. Furono allineati di
fronte alle loro famiglie, uccisi e dati in pasto a un branco di cani da caccia. Poi le loro teste furono
appese alla quercia sacra fuori dal villaggio, come monito a chiunque decidesse di sfidare la legge di
Cruach e dei suoi fedeli servitori. Chiuse gli occhi, mentre i pugni gli tremavano di rabbia. Perfino
adesso, riesco ancora a sentire le urla di mio padre mentre i Druidi lo accoltellavano. Anche mia madre
fu costretta a guardare. Mor dopo pochi mesi. Senza mio padre, non aveva pi ragione di vivere.
Cosa hai fatto, allora?
Sapevo di dover fuggire da loro. E cos sono scappato e mi sono nascosto nella foresta. Ho
vissuto tra i boschi per anni, come un animale. Sono tornato soltanto quando sono arrivati i Romani e i
Druidi si sono rifugiati nelle paludi. Strinse un pugno con forza. Figulo not che serrava la mano fino
a farsi sbiancare le nocche. Hanno distrutto la mia gente. La mia famiglia. E ora voglio che paghino
per quello che hanno fatto.
 per questo che ti sei offerto volontario?
Sa!. Petrax batt un colpo sul pugnale che portava alla cintura. Vivo per uccidere i Druidi.
Non mi importa di Roma o del vostro imperatore. Ma Calumo e i suoi sacerdoti hanno piegato la mente
del nostro popolo. Ci hanno messi gli uni contro gli altri. Dicono che solo loro possono liberarci da
Roma.
E tu cosa ne pensi?, chiese Figulo.
Il durotrigio imbronci le labbra. Non importa quello che penso io. Il vostro imperatore
rester. Tutto quello che possiamo fare  scegliere da che parte stare. I Druidi della Luna Nera hanno
fatto una scelta, ma la loro strada conduce a morte e distruzione. Oppure, possiamo scegliere di essere
docili cuccioli come quel grasso idiota di Cogidubno. Tutto quello che so  che ho visto abbastanza
morte e miseria. Sono stanco, romano. Voglio la pace, ma non  cos semplice. I Druidi non vi
accetteranno mai in queste terre. Gli insegnamenti dei loro sacerdoti lo proibiscono. Io lo so meglio di
chiunque altro.
Non possono ostacolarci per sempre. Calumo ha i suoi seguaci, ma lo sconfiggeremo, presto o
tardi.  solo una questione di tempo.
Questo  vero. Ma anche se eliminerete Calumo, pensate davvero che i Druidi spariranno?
Ovviamente no, replic seccamente Figulo. Ma se la setta della Luna Nera sar distrutta, gli
altri di certo cercheranno la pace.
Petrax sospir e scosse la testa.  qui che ti sbagli. Il culto della Luna Nera non morir con
Calumo. Ci sono altre trib pronte a cadere sotto linfluenza dei sacerdoti, e a servire Cruach.  questo
che rende cos potenti i Druidi. Soltanto loro possono superare le rivalit tra le trib, e unirle contro
Roma. Potrete distruggere Calumo, romano. Ma ricorda le mie parole. I vostri problemi non finiranno,
finch non avrete eliminato ogni singolo druido di queste terre.
...
.
...
Capitolo 4.
...
.
...
Man mano che la mattina andava avanti, il cielo si copr di una fitta coltre di nuvole grigie. I tre
si addentrarono nella palude, mantenendosi sui sentieri pi stretti ed evitando quelli pi battuti, per
ridurre al minimo le possibilit di imbattersi in pattuglie nemiche. Petrax si fece pi cauto e ansioso,
mentre proseguivano, guardandosi di continuo intorno e fermandosi di tanto in tanto per tendere le
orecchie e ascoltare i movimenti nelle vicinanze. In diverse occasioni, il durotrigio sembr incerto sulla
direzione da prendere, e il piccolo gruppo si fermava a riposare e a nutrire i cavalli, mentre il britanno
si guardava in giro e cercava di orientarsi. Lavanzata si fece sempre pi lenta, e Figulo inizi a temere
che non sarebbero arrivati alla fattoria prima del tramonto. Lidea di trascorrere la notte in viaggio per
le paludi ostili, a miglia dalla sicurezza del forte, lo riemp di un profondo senso di disagio.
A mezzogiorno, la pioggia si dirad fino a diventare una leggera acquerugiola sopra le paludi, e
dopo un altro miglio, il sentiero si apr. Petrax si ferm di colpo, sollevando una mano e segnalando ai
due Romani di fermare i cavalli dietro di lui. Mentre Vazia controllava il sentiero alle loro spalle,
Figulo fece spostare silenziosamente la sua cavalcatura per affiancarsi a Petrax. Senza una parola, il
britanno indic davanti a lui, verso un tratto isolato di terreno che si sollevava leggermente dalle paludi
circostanti. Al centro dello spiazzo si trovava una grossa costruzione rotonda, tipica dellarchitettura
celtica, insieme a qualche altra capanna pi piccola, ad alcuni fienili e a un paio di recinti. Un uomo
dallaria macilenta gettava palate di pastone allinterno di uno dei recinti per nutrire un gruppo di
maiali. Gli altri recinti erano vuoti. Due bambini giocavano nel fango davanti alla casa.
 il posto che stavamo cercando?, chiese Figulo a Petrax.
Il durotrigio annu.  Si.
Sembra tranquillo, signore, comment piano Vazia, trottando avanti e osservando la fattoria.
Qual  il piano?.
Figulo si massaggi la mascella e ci pens su per un po. Andiamo a scambiare due parole con
loro.
Smontarono di sella e legarono i cavalli a poca distanza dalla fattoria, avvicinandosi a piedi.
Uno dei bambini li vide e li indic, lanciando un grido di allarme. Allo stesso tempo, Vazia entr nel
suo ruolo di pazzo, battendosi i pugni contro le tempie e mugolando versi insensati. Il legionario era
davvero ridicolo, e Figulo dovette mordersi la lingua per evitare di ridere.
Il contadino volt le spalle al recinto dei maiali e li fiss con sospetto. Grid ai bambini di
restare vicini alla casa, prima di avanzare lungo il sentiero verso Figulo e i suoi compagni. Dallet dei
ragazzini, il giovane optio consider che luomo doveva essere di mezza et, ma sembrava molto pi
vecchio, con le guance scarne e gli occhi incavati in un volto segnato da unesistenza dura trascorsa a
tentare di sopravvivere dei grami raccolti di quella terra ingrata. Petrax avanz e scambi qualche
parola gentile con luomo, prima di accennare ai due Romani al suo fianco. Il contadino osserv con
cautela Figulo. Alle sue spalle, i due bambini si litigavano un rozzo giocattolo di paglia. Il pi piccolo
se lo strinse al petto, ignorando gli strilli acuti del fratello che lo implorava per giocarci anche lui.
Dunque sei un mercante, eh?, domand a mezza voce il contadino, rivolto a Figulo,
parlandogli nella gutturale lingua locale.
Loptio batt una pacca contro la sacca che portava a tracolla e annu. Esatto. Veniamo da
Corinium. Abbiamo sentito che qui si possono fare affari. Io sono Boduogeno, e questo  il mio servo,
Tocitamo.
Figulo accenn a Vazia per poi aprire la sacca e spingerla verso il contadino, mostrandogli
lassortimento di gioielli e ninnoli decorativi che portava con s.
Luomo mugugn. Poi sollev lo sguardo su Figulo e strinse gli occhi fino a renderli due
fessure. Non ci interessa la tua merce, uomo. Porta i tuoi affari altrove. E anche tu, piccoletto.
Rivolse le ultime parole a Vazia. Il legionario lo fiss di rimando, sbattendo le palpebre come se
non lo capisse. Un lampo di perplessit pass negli occhi del contadino. Si avvicin di un passo a Vazia
e gli premette un indice nodoso sul petto.
Che hai? Sei muto, amico?.
Figulo diede discretamente di gomito a Vazia, che cap e cominci a saltare su e gi, agitando le
braccia e facendo delle smorfie, mentre ripeteva urlando il suo nome falso. Tocitamo! Tocitamo!
Tocitamo!.
Un lieve sorriso divertito sfior le labbra del contadino, che si rivolse a Figulo. Il tuo servo 
pazzo.
Figulo si strinse nelle spalle. Sua madre lha fatto cadere quando era piccolo e ha battuto la
testa.  sempre stato un po toccato, da allora.
Il contadino rilass lievemente lespressione, divertito dai modi di fare di Vazia. Ora che la
tensione si era allentata, Figulo decise di tentare la fortuna.
Forse puoi dirci dove potremmo trovare qualche cliente a cui interessi la nostra merce.
Abbiamo sentito dire che ci sono insediamenti pi grandi, da queste parti....
Luomo si mise subito sulla difensiva. Incroci le braccia sul petto e irrigid lespressione. Non
so come aiutarvi. Non riceviamo molte visite, da queste parti. Accenn con un ampio gesto del
braccio alle paludi circostanti. Come puoi vedere.
Ma forse potresti sapere qualcosa..., insistette Figulo.
Luomo apr la bocca per replicare. Proprio in quel momento, il pi piccolo dei due bambini si
lasci sfuggire uno strillo isterico, mentre il fratello gli strappava dalle mani il giocattolo di stoppie. Il
piccolo scoppi in lacrime, urlando e gridando al fratello di restituirgli loggetto. Il contadino url ai
figli di tacere e torn a voltarsi verso loptio, fissandolo con unespressione incupita.
Non posso aiutarti. E ora andatevene dalla mia terra.
Luomo si allontan, accennando verso gli acquitrini. Figulo esit per un attimo, guardandosi
intorno. Poi, con un profondo sospiro, fece per girarsi e tornare sul sentiero, rassegnandosi a unaltra
lunga marcia attraverso le paludi, alla ricerca della fattoria successiva.
In quel momento, la coperta di pelle che chiudeva lapertura sul davanti della capanna fu
scostata, e una donna grassa usc, con addosso un lungo mantello invernale. Raggiunse i due ragazzini,
lanciando uno sguardo di rimprovero al pi grande e acchiappandolo per la collottola. A quel punto,
not i tre uomini vicino al marito e si gir verso di loro. Figulo not le estremit di un torque dargento
che le scintillavano intorno al collo. Gli sembrava stranamente familiare. Lo indic.
Quello ... ehm... un pezzo interessante. Ti dispiace se ti chiedo dove lhai preso?.
La donna lo fiss stringendo gli occhi con sospetto. Perch ti interessa?
Sono soltanto interessato alla concorrenza che potrebbe esserci da queste parti, tutto qui,
spieg Figulo, in tono innocente.
Non sono affari tuoi, replic la donna, sfiorando il torque con una mano. Due teste di
serpente scintillavano alle rispettive estremit.
Figulo mosse un passo verso la donna, gli occhi fissi sul monile. Poi si rese conto di dove
laveva gi visto, e gli si ghiacci di colpo il sangue nelle vene. Uno degli uomini che lui stesso aveva
addestrato come guardia del corpo del re aveva indossato un oggetto identico. Andocommio era stato
uno dei pi temuti e leali guerrieri della guardia personale del re, abbattuto da Ancasta nel tentativo di
salvare Trenagaso, con un affondo alla gola. E ora la moglie di quel contadino indossava il torque
deldurotrigio ucciso.
Quelloggetto  di Andocommio!, ringhi Figulo, mentre la rabbia gli scuoteva il petto e lui
lasciava cadere la copertura. Riconoscerei quel torque ovunque. Dimmi dove lhai preso!.
La donna arretr, scuotendo la testa. Allo stesso tempo, il marito allung una mano, bloccando
la strada alloptio e fissandolo con odio. Molto bene, vi ho gi avvertito una volta. Adesso andatevene
dalla nostra terra.
Il contadino fece per afferrare il pugnale che portava alla cintura, ma Figulo reag per primo,
stringendo la destra a pugno e piantandola con violenza nello stomaco del britanno. Il contadino grugn
di dolore, piegandosi in due. Loptio lo afferr allaltezza della mandibola e lo gett a terra con un
tonfo sordo. La moglie lanci un urlo isterico e afferr i due bambini, girandosi per tornare dentro alla
capanna, ma Vazia e Petrax erano gi scattati avanti, e la robusta ex guardia del corpo si spost
rapidamente per bloccare la via di fuga. Vazia si ferm davanti al contadino stordito, torreggiando su di
lui e scostando il mantello per mostrare la spada corta che portava alla cintura. Vicino alla capanna, la
donna teneva un braccio intorno ai figli, per proteggerli. Fiss Figulo con odio.
Lui la ignor. Si avvicin di un passo al marito, che ancora era riverso al suolo, con una mano
premuta contro le costole doloranti. Quel torque apparteneva a uno degli uomini fedeli al re, ringhi
loptio. Lo riconoscerei ovunque. Non ce ne sono di identici. Ora dimmi dove lhai preso. Non te lo
chieder una terza volta.
Il contadino ansimava, tentando di riprendere fiato. Strinse gli occhi su Figulo, con aria di
accusa. Non sei un mercante.
Ultima possibilit!, sbott lui. Sguain la daga e la punt contro il contadino. Dimmelo, o ti
taglier i testicoli.
Luomo sgran gli occhi per il terrore, fissando lo sguardo pieno di rabbia delloptio. Era un
d-dono, balbett. Poi la sua voce prese un tono implorante. T-ti prego. Non voglio p-problemi. Era
un dono. Tutto qui.
Chi diavolo credi di essere?, sibil la donna.
Sta zitta!, sbott Figulo. Torn a rivolgersi al contadino, serrando la presa sullelsa davorio
della daga. Chi ti ha dato quel torque?.
Luomo esit, lanciando uno sguardo ansioso alla moglie. Poi torn a guardare Figulo e deglut.
I D-druidi, mormor piano. Sono venuti da noi. Due giorni fa. Uno dei loro comandanti ci ha
offerto uno s-scambio. Carne e grano in cambio di quel torque... e di altri doni.
Figulo si sent gelare il sangue nelle vene, mentre ascoltava. Il contadino aveva ceduto gran
parte del suo bestiame in cambio del bottino che i ribelli avevano ottenuto saccheggiando Lindinis. Le
loro scorte di grano stavano finendo, dopo i lunghi e difficili mesi invernali, e i ribelli avrebbero patito
la fame, nelle paludi. Soprattutto dopo che loptio e i suoi uomini erano riusciti a recuperare le riserve
di grano rubate da diversi convogli romani. Ora gli uomini di Calumo avevano deciso di barattare con i
contadini locali per rimpinguare le loro scorte ormai agli sgoccioli. Figulo guard con odio il
contadino, il petto che si sollevava rapido per la rabbia.
Dove si trovano?, scatt.
Il contadino sbatt le palpebre. Chi?
I Druidi. Dove si nascondono?.
Il britanno imbronci le labbra, mentre la sua mente correva disperata alla ricerca di una
risposta. Io... io non lo so.
Stronzate! I ribelli erano qui, dannazione, appena due giorni fa. Lo devi sapere.
Ti prego, gemette luomo. Ti scongiuro. Se scoprono che te lho detto, uccideranno la mia
famiglia.
Figulo esplose di colpo. Si allontan dal contadino e afferr sua moglie per un polso. Lei lo
maledisse, mentre la trascinava via dai due bambini urlanti e la bloccava con il braccio sinistro intorno
al petto, puntandole la daga contro il collo grasso e soffice. La donna smise subito di dibattersi,
cominciando invece a coprirlo di insulti. Sulla porta della capanna, i due bambini scoppiarono in
lacrime chiamando a gran voce la madre, mentre il contadino si metteva in ginocchio, implorando
loptio di lasciarla andare. Figulo fiss il patetico britanno.
Ti sto dando unultima possibilit di collaborare. Dimmi dove si nascondono i ribelli, o giuro
su tutti gli di che le taglier la gola e risparmier ai Druidi la fatica di farlo.
Luomo serr le labbra e fiss la moglie, disperato. Figulo vide il tormento sul suo volto e
premette pi forte la lama contro la gola della donna, facendola sussultare per il terrore mentre la punta
della daga le bucava la pelle.
Aspetta!, esclam il contadino, agitando le mani verso Figulo. No... ti prego! Parler!.
Dimmi tutto, replic a bassa voce Figulo, tenendo la lama al suo posto.
Ci fu una pausa, mentre luomo prendeva un respiro profondo. Poi fiss Figulo negli occhi.
Venivano da nord... dalla direzione del lago sacro.  tutto quello che so. Te lo giuro!.
Figulo guard Petrax. Conosci il luogo di cui parla?.
Il britanno ci pens su per un attimo, poi annu, a disagio.  Si. Il lago era un luogo sacro per i
Druidi. Molto tempo fa. Ma lhanno abbandonato da anni. Nessuno  pi andato a vivere su quelle
isole, da allora.
Figulo sbuff. Sembra che i ribelli ci siano tornati.
Lasciami andare, bastardo!, strill la moglie del contadino.
Figulo abbass le braccia. La donna arretr, correndo dal marito e dai figli e singhiozzando
forte. Il pi grande dei due bambini fiss Figulo, e loptio pot leggere nei chiari occhi azzurri le basi di
un odio verso Roma che sarebbe durato per sempre. Volt le spalle ai Britanni e spieg rapidamente la
situazione a Vazia. Quando ebbe concluso, il legionario si fece schioccare le nocche e accenn alla
famiglia.
Dovremmo ucciderli, signore.
Figulo lo fiss. Ucciderli? E perch?
Per coprire le nostre tracce. Pensaci, signore. Quellidiota andr a lamentarsi dai suoi amici
Druidi non appena ce ne saremo andati. E allora saremo fregati. Meglio tagliare loro la gola e farla
finita. Nessuno si accorger che sono spariti. Almeno per un po.
Figulo serr le labbra e trattenne il moto di disgusto che provava. Come soldato romano, aveva
ucciso dozzine di Britanni, in quegli ultimi anni. Ma era sempre stato nel caos e nella furia della
battaglia. Cera una differenza abissale tra listintivo atto di uccidere un nemico in uno scontro e
massacrare una famiglia a sangue freddo. Torn a guardare la donna e i due bambini. Erano ancora
abbracciati vicino alla capanna. Lei stava cercando di calmare i piccini in lacrime, mentre il marito
guardava stordito a terra, massaggiandosi la mascella indolenzita.
Lasciali stare, ordin Figulo, rinfoderando la daga.
Signore?. Vazia sembrava sconvolto. E se quelluomo andr a dire tutto ai Druidi? Questo
metterebbe in allarme i nostri nemici.
Non lo far, replic seccamente il gallo. Accenn con una mano al contadino. Se correr dai
Druidi, non ci metteranno molto a capire che ha detto a noi dove si nascondono. E allora uccideranno
lui e la sua famiglia per averli traditi. Non rischier la vita di sua moglie e dei suoi figli. Fidati, non
parler. Ha tanto da perdere quanto noi.
Vazia non sembrava molto convinto, ma la disciplina dellesercito ebbe la meglio su di lui, e
infine annu. Dunque che si fa, adesso?.
Figulo si volse verso Petrax. Questo lago sacro di cui parlava. Quanto  lontano da qui?.
Il durotrigio ci pens su per un attimo, grattandosi la folta barba. Da qui? Non pi di quattro o
cinque miglia, romano.
Se partiamo adesso, potremmo arrivarci prima del tramonto.
Spero che tu abbia ragione, signore, mormor Vazia, lanciando uno sguardo dubbioso alla
palude intorno a loro. Non mi piacerebbe proprio dovermi avventurare l dentro di notte.
Dobbiamo muoverci.  la nostra unica speranza di salvare gli altri. O cos, o torniamo subito
al forte e lasciamo i nostri compagni a morire.
Vazia fiss loptio. Per essere un gallo dal culo peloso, signore, di sicuro te la cavi bene con le parole.
...
.
...
Capitolo 5.
...
.
...
Si pu dire qualunque cosa dei Druidi, ma non che non sappiano nascondersi, comment
Vazia, mentre osservava laccampamento dei ribelli.
Figulo mugugn in risposta, concorde. Erano sdraiati sul ventre, su una bassa altura a est del
lago sacro, nascosti alla vista dietro a un cespuglio di ginestra e allerba alta, con i cavalli legati a degli
alberi stentati, pi indietro sul sentiero. A un centinaio di passi di distanza, una lunga passerella usciva
dalle paludi, superando le acque scure e che puzzavano di decomposizione e dirigendosi verso la pi
grossa di una serie di isolette. La principale era stata ingrandita con una serie di palafitte di tronchi
piantate nelle profondit del lago, rinforzate da una fitta copertura di rami e fango, e circondate da una
bassa palizzata. Altre passerelle collegavano lisola alle tre pi piccole, pi lontane dai confini della
palude. Due di esse sembravano popolate. La pi lontana era circondata da una protezione di vimini
con una porta fiancheggiata da una torretta, al di sopra della passerella. Oltre la parete di vimini, Figulo
riusc a vedere un fitto cerchio dalberi, nero come linchiostro contro il grigio pallido del cielo.
Avevano raggiunto il nascondiglio dei nemici nel tardo pomeriggio. Poco dopo aver lasciato la
fattoria, un fitto banco di nubi grigie aveva oscurato il cielo. Poi la pioggia aveva cominciato a cadere,
picchiettando sulla superficie degli acquitrini e rendendo scivoloso il terreno, cos che avevano dovuto
rallentare il passo. Il sentiero era diventato pericoloso, in alcuni punti, costringendo i tre a smontare da
cavallo e a continuare a piedi. Per qualche ora, Figulo e i suoi compagni erano andati avanti in mezzo
al fango. Il giovane optio sentiva i muscoli delle gambe bruciare per lo sforzo e il sudore scorrere a
rivoli sotto il peso del mantello invernale zuppo dacqua. Quando erano arrivati ai piedi delle basse
colline che circondavano il lago, erano senza fiato, e Figulo gi si immaginava le difficolt che
avrebbero avuto per espugnare laccampamento. Le macchine da guerra si sarebbero dovute smontare e
trasportare con dei carri, rallentando lavanzata delle coorti in modo considerevole.
 di sicuro ben nascosto, s, concesse Figulo, tornando a osservare le isole. Ma non li
salver dalla Seconda Legione. Abbiamo distrutto i loro forti sulle colline, e li batteremo anche qui.
Vazia risucchi laria gelida tra i denti. Vorrei poter condividere la tua sicurezza. Ma guarda
quel dannato posto. I nemici potrebbero reggere lassedio per giorni, se volessero, signore. Anche pi a
lungo, forse.
Mentre osservava le difese dellisola, Figulo fu costretto a concordare con quello che aveva
detto Vazia. Calumo aveva scelto il luogo perfetto per affrontare una forza dattacco. Il lago formava
una barriera difensiva naturale, e lunico modo di raggiungere le isole era la passerella che conduceva a
quella principale. In fondo alla passerella cera una pesante porta di legno, con una rozza torre di
guardia al di sopra e fiancheggiata da due tozzi avamposti da dove i guerrieri ribelli avrebbero potuto
bersagliare i nemici in avvicinamento con frecce e altri proiettili. La passerella stessa era cos stretta
che gli avversari si sarebbero dovuti avvicinare in file di due o tre al massimo. Nellacqua bassa ai lati
della passerella, un gruppo di nativi era intento a piantare pali appuntiti sul fondo, in modo da impalare
i soldati che avessero cercato di evitare la pioggia di proiettili. Lisola rappresentava un formidabile
ostacolo, e Figulo se ne rese subito conto. Attaccarla avrebbe creato agli uomini della Seconda Legione
problemi ben diversi da quelli che avevano affrontato assediando i forti sulle colline lanno precedente.
Si volse a Petrax. Sembra che i tuoi amici si siano tenuti occupati.
Non sono miei amici, borbott il britanno. I Druidi sono miei nemici.
In ogni caso, non invidio i poveri bastardi che guideranno lassalto, mormor Vazia. Non
sar facile superare quella passerella, signore.
Figulo annu lentamente e port lattenzione allisola pi lontana. Sembrava silenziosa in modo
sinistro, rispetto alle altre. I rami scuri di diversi alberi spuntavano dalla nebbia che la avvolgeva, neri e
ostili. La indic a Petrax.
Hai idea di chi vada su quellisola?.
Lex guardia del corpo imbronci le labbra. Sembra uno dei luoghi sacri dei Druidi, spieg,
in tono ansioso. Solo i Sacerdoti del Primo Cerchio possono entrarci. Nessun altro. Neanche gli altri
Druidi.  l che il sommo sacerdote offre sacrifici a Cruach, il dio della guerra.
Figulo concentr lo sguardo sullisoletta. Mi sembra vuota.
Per ora. Ma presto sar la festa della Luna Piena.  il momento in cui Cruach si ciba della
pelle scorticata e della carne bruciata delle sue vittime, in modo da poter distruggere i suoi nemici e
portare loscurit nel mondo.
Vazia rabbrivid e fece una smorfia. Non posso dire che mi piaccia molto questo bastardo di
Cruach. Non mi stupisce che il vostro popolo sia cos arretrato, considerando che avete di come
quello.
Petrax lanci al legionario unocchiata glaciale, per poi borbottare un insulto nella sua lingua
natale. Vazia lo fulmin con lo sguardo. Figulo li ignor entrambi, mentre continuava a osservare
lisola principale. Non c traccia dei prigionieri, mormor piano.
No, signore.
C solo una cosa che possiamo fare, decise Figulo. Dovremo controllare pi da vicino.
Devono tenere Rullo e gli altri da qualche parte allinterno. Se riusciamo ad avvicinarci abbastanza,
potremmo riuscire anche a trovare un modo di liberarli.
Vazia aggrott la fronte, fissando loptio. Ma come? Non riusciremo mai a oltrepassare la
porta.
Figulo serr la mascella e si volse a Petrax. Non ci sono altri modi di entrare? Unaltra
passerella o un guado? Qualunque cosa.
Il durotrigio ci pens su per qualche secondo, poi scosse la testa. Na. Ununica entrata e
uscita.
Sembra che ci sia un solo modo per farlo, signore, interloqu Vazia. Dovremo nuotare.
Figulo fece una smorfia allidea di nuotare in quel lago. Ma sapeva di dover raggiungere lisola,
se voleva tentare di salvare i suoi amici, e non sapeva come altro arrivarci. Indic una dozzina di forme
scure che sembravano gusci vuoti, sulla riva, vicino allacqua, e si volse a Vazia.
Vedi quelle barche? Deve esserci unapertura nella palizzata, vicino al molo. Possiamo usarle
per entrare nellaccampamento. Attenderemo la notte per muoverci. Se non faremo troppo rumore,
dovremmo raggiungere il molo senza problemi.
E cosa faremo una volta attraversato il lago, signore?, domand Vazia.
Proveremo a trovare un modo di entrare nellaccampamento e salvare Rullo ed Helva.
Vazia sput a terra, borbottando. Non sar facile trovare i prigionieri, l dentro, signore. Quel
posto brulica di ribelli.
E allora dovremo assicurarci che non ci vedano, ribatt seccamente Figulo. O cos, o ci
arrendiamo. E io non lascer indietro i nostri compagni.
Vazia abbass la testa e tacque. Figulo sapeva di prendersi un rischio enorme, avvicinandosi
allaccampamento nemico. Se lui e Vazia fossero stati scoperti, sarebbero stati uccisi allistante.
Lapertura davanti al molo di sicuro era controllata. E se per qualche miracolo fossero riusciti a entrare,
cosa avrebbero potuto fare? Dovevano esserci centinaia di ribelli sullisola, Durotrigi addestrati al
combattimento, determinati a resistere a Roma e al suo esercito. Come poteva sperare di superare i
nemici non visto e trovare i compagni? Era una missione avventata. Ma Figulo voleva salvare i suoi
amici a ogni costo. Chiuse gli occhi per un attimo e ricord le loro espressioni disperate, quando erano
stati trascinati via nelle paludi, e lorribile fato che li attendeva, se avesse fallito. Era arrivato fino a l,
nel tentativo di liberare Helva e Rullo. Non li avrebbe abbandonati.
Petrax si volse a Figulo, con rabbia. E io?
Tu tornerai al forte e farai rapporto a Vitellio.
Il britanno serr i pugni e sbuff dalle narici frementi. No! Io vengo con voi! Uccido i
Druidi!.
Silenzio!, sibil Figulo. Fece una pausa, prima di continuare, nel dialetto locale. Abbiamo
bisogno che qualcuno dica a Vitellio come trovare laccampamento dei ribelli, in caso non riuscissimo
a tornare.
E perch io?, bofonchi Petrax, accennando a Vazia. Perch non il tipo basso?
Conosci le paludi meglio di noi. Uno di noi due finirebbe per perdersi. Devi per forza essere tu
quello che torna indietro.
Un lampo feroce scintill negli occhi di Petrax, mentre scuoteva il capo. Na. Ho fatto un
giuramento di sangue agli di. Vendicher mio padre e uccider pi Druidi possibile. Non fuggir via
da loro.
Non stai fuggendo. Ci stai aiutando a sconfiggere i Druidi. Figulo gli pos una mano sulle
spalle larghe e lo guard dritto negli occhi. Ascoltami, se non faremo arrivare subito un messaggio al
tribuno, Calumo e i suoi ribelli saranno liberi di nascondersi qui e diventare pi forti. E poi sar troppo
tardi per sconfiggerli. Se davvero vuoi colpire al cuore i Druidi, devi tornare da Vitellio.
Petrax esit per un attimo, ma alla fine annu, sia pur con riluttanza. Molto bene, romano. Io
va. Ma dopo... uccido Druidi, dichiar, in latino.
S. Dopo. Figulo sospir di sollievo. Ora ascoltami bene. Torna al forte pi veloce che puoi.
Non fermarti. Hai capito?.
Lex guardia del corpo dal volto sfregiato annu. Davvero andrete nellaccampamento,
romano?
S. I miei fratelli sono l dentro.
Petrax scosse tristemente il capo.  una follia. I Druidi vi uccideranno non appena metterete
piede sullisola.
Figulo riflett per un istante. Hai ragione, ovviamente. Ma devo tentare. Almeno questo....
...
.
...
Capitolo 6.
...
.
...
Mentre la luce del giorno iniziava a svanire, Figulo e Vazia si spinsero avanti, lasciando il
sentiero e fermandosi accanto a un fitto canneto sul limitare dellacqua. Dopo che Petrax se nera
andato con la sua cavalcatura, i due Romani si erano sistemati nella loro postazione e avevano
osservato i nemici mentre attendevano il buio. Poco prima del tramonto, lultimo dei guerrieri si era
ritirato allinterno delle difese dellisola principale. Erano stati accesi dei fuochi nel campo, e un coro
di grida e risate ubriache aveva riempito laria. Cera qualche festeggiamento in corso, cap Figulo.
Senza dubbio i Britanni stavano iniziando le celebrazioni per larrivo imminente della festa della Luna
Piena.
Il gallo attese nel gelo della sera accanto a Vazia, ascoltando i festeggiamenti dei nemici. Dopo
un po, il brusio di voci e canti ubriachi si abbass fino a spegnersi, e Figulo fece un cenno a Vazia. I
due soldati scivolarono in avanti procedendo lungo la riva del lago fino a raggiungere un punto sullo
stretto sentiero che era proprio di fronte al molo dellisola. Le paludi erano avvolte nel silenzio, a parte
leco occasionale del richiamo di un tarabuso, o lo scroscio di un topo dacqua che fuggiva via dalle
canne. Figulo poteva sentire il cuore battere furiosamente nel petto, mentre sbirciava dallaltra parte del
lago, verso laccampamento dei Druidi. Lisola principale non distava pi di un centinaio di passi da
loro, e le capanne allinterno della fortificazione erano accese di una calda luce arancione. Quando il
giovane optio fu certo che la piattaforma non era controllata da guardie, si volse a Vazia e annu.
Andiamo.
I Romani tennero addosso solo le tuniche, e arrotolarono i mantelli, lasciandoli vicino al
canneto insieme alle loro sacche e alle daghe. Si legarono le spade lunghe, chiuse nei foderi, alla
cintura, portando con loro le borracce vuote e gonfie mentre si avvicinavano al lago buio e silenzioso.
Un pungente odore di vegetazione marcia si sollevava dallacqua, insieme al fetore dei rifiuti organici
provenienti dallaccampamento, e Figulo arricci il naso, disgustato, nel rendersi conto che i nativi
dovevano usare il lago come una discarica. In quel momento, avrebbe preferito affrontare unorda di
barbari infuriati che entrare in acqua. Non avrebbe voluto altro che girarsi e lasciarsi alle spalle quel
luogo. Ma sapeva di non poter abbandonare i compagni.
Dannazione..., sibil Vazia, sentendo lodore rancido delle acque. Perfino le fogne
dellAventino hanno un odore migliore.
Abbassa la voce, lo ammon Figulo in un sussurro. Vuoi forse attirare lattenzione di ogni
druido del villaggio?
Scusami, signore. Ma preferirei non trovarmi nella merda fino al collo, borbott Vazia a voce
bassa. E ultimamente sembra succederci troppo spesso.
Figulo inspir tra i denti, mentre entrava nelle acque gelide. Il freddo gli penetr fino alle ossa,
mentre nuotava staccandosi dalle canne, scalciando sottacqua e aggrappandosi alla fiasca di pelle.
Avanz pi silenziosamente che pot, ma il suo stile di nuoto era goffo, e dopo qualche bracciata a
caso, inizi a sentire le gambe che bruciavano nel tentativo di tenerlo a galla. Vazia aveva un talento
naturale per il nuoto, e scivol senza sforzo accanto a lui. Mucchi di rifiuti galleggiavano sullacqua
limacciosa intorno a loro, ondeggiando sulla superficie e scivolando sulla loro pelle, e Figulo lott
contro limprovviso conato di vomito che gli strinse lo stomaco mentre nuotava. Si muovevano
lentamente, per evitare di fare rumore, e sembr volerci un secolo per arrivare allisola.
Il giovane optio inizi a esaurire le energie, per lo sforzo di scalciare e restare a galla, e
cominci ad affondare sotto la superficie. Gocce dacqua gli schizzarono in faccia, bruciandogli negli
occhi, e un terrore indescrivibile lo afferr, mentre iniziava a temere di perdere la presa sulla borraccia
e di finire nelle profondit del lago. Deglut la bile che gli saliva in gola e continu a lottare, scalciando
sotto la superficie con tutte le forze residue. Dopo qualche altra affannosa scalciata , sbatt le palpebre
per allontanare lacqua dagli occhi e cap che avevano quasi raggiunto il bordo della piattaforma che
faceva da attracco. Con unultima spinta, avanz e si afferr a un palo di legno, annaspando
penosamente.
Si tir su e si ripos sul molo per qualche istante, con i muscoli delle gambe che bruciavano
almeno quanto i polmoni, per lo sforzo della faticosa nuotata. Mani e piedi erano diventati quasi
insensibili per lacqua gelida, e si ritrov a tremare con violenza sotto la tunica fradicia. Il sollievo di
aver attraversato il lago si trasform quasi subito in preoccupazione, quando consider che il rumore
dellacqua smossa poteva aver attirato lattenzione di qualche guardia. Si acquatt sulla piattaforma per
diversi istanti e tese le orecchie, in attesa di qualche rumore. Poi sbirci verso Vazia.
Pronto?, gli chiese in un sussurro.
Come sempre, signore.
Figulo annu. Seguimi.
Lasciarono le fiasche sulla piattaforma e si spinsero avanti, muovendosi lentamente nel timore
che qualche improvviso rumore potesse attirare lattenzione di eventuali sentinelle nelle vicinanze.
Figulo riusciva a sentire risate e urla provenienti dal centro dellaccampamento. I due Romani
avanzarono verso la palizzata esterna, per poi scivolare oltre lapertura e spostarsi tra le ombre delle
capanne e della recinzione. Figulo osserv con attenzione verso il basso, attento a non toccare i corni e
le scodelle abbandonati allesterno delle capanne. Si ferm accanto alla pi vicina al molo. Da dentro
sentiva arrivare i gemiti estatici di una coppia persa nella reciproca passione. Fece cenno a Vazia di
procedere. Poi lanci uno sguardo allaccampamento.
Davanti a lui si estendeva il solito gruppo di capanne locali, fiocamente illuminate dai fuochi
che brillavano nei bracieri accanto alle entrate. A sinistra si trovava uno spiazzo, poco oltre lingresso
principale, dove i nativi avevano rinforzato le difese. Verso il centro dellaccampamento, un gruppo di
guerrieri se ne stava intorno a un grande fal, insieme ad alcune donne e qualche bambino. I guerrieri
stringevano in mano i loro corni e acclamavano due ribelli che si affrontavano a mani nude sopra un
tronco caduto. In gran parte, gli altri guerrieri erano ubriachi e addormentati per le strade, o chiusi nelle
loro capanne. Figulo controll con attenzione il fitto mucchio di capanne e altre costruzioni, ma non gli
sembr di vedere alcun luogo in cui i prigionieri potessero essere rinchiusi.
Signore, mormor Vazia, nel tono pi basso che gli riusc di trovare. Da quella parte.
Figulo segu lo sguardo del soldato. Il legionario stava indicando lestremit
dellaccampamento. Alla loro destra cerano alcuni recinti di animali pieni di pecore e maiali, insieme
ad altri, pi grandi, con dentro dei cavalli. Gran parte dei recinti pi vicini alla palizzata erano vuoti, a
dimostrazione del fatto che le provviste dei ribelli erano andate esaurendosi, e che non avrebbero
resistito ancora a lungo. Oltre ai rozzi recinti, Figulo not una dozzina di Druidi di fronte a una
passerella che conduceva allisoletta pi lontana. Erano acquattati intorno a un paio di piccoli fal,
intenti a divorare pezzi di carne. Il terrore gli corse nelle vene quando vide che la passerella alle loro
spalle era sparsa di teschi umani. Se i prigionieri erano tenuti da qualche parte, doveva essere quello il
luogo, decise. Si volse a Vazia e gli fece cenno di avvicinarsi ai Druidi.
Scivolarono intorno al retro delle capanne e si avvicinarono silenziosi ai recinti, il rumore dei
loro passi soffocato dai gemiti della coppia allinterno di una delle capanne. Il terreno tra i recinti e la
palizzata era una massa fangosa dove il livello dellacqua era salito, ed era il punto migliore per
avvicinarsi alla passerella dei Druidi senza farsi vedere. Loptio sentiva le mani tremare, mentre si
faceva avanti, e non solo per il freddo. Ogni passo lo portava pi allinterno dellaccampamento
nemico. Era certo che da un momento allaltro lavrebbero scoperto e trascinato via, per rinchiuderlo
con i suoi compagni.
Si distesero a terra una volta raggiunti i recinti, strisciando nel fango gelido verso lestremit
opposta dellaccampamento. In lontananza, Figulo riusc a vedere uno degli uomini gettare del cibo agli
animali, e preg Fortuna che il durotrigio non fosse in grado di sentirli avanzare, mentre il fango
sciaguattava e veniva smosso sotto di loro. Sembrarono metterci uneternit a superare i recinti, ma alla
fine riuscirono a uscire dal pantano. Figulo not una capanna poco oltre le recinzioni, con un carretto
accanto, riempito per met di pali appuntiti da sistemare nelle secche del lago. Muovendosi pi
rapidamente possibile, i due soldati vi si avvicinarono. Il terreno, l, era cedevole e viscido, e Figulo
dovette fare attenzione pi volte a non perdere lequilibrio. Infine raggiunsero il carretto e vi si
acquattarono dietro.
Figulo si guard rapidamente intorno. Non sembrava che fossero stati visti. Poi guard verso la
passerella. Stringendo gli occhi nel buio, not due Druidi accosciati accanto a un piccolo focolare.
Nelle vicinanze cera una gabbia di legno. Due figure sporche e macilente si intravedevano allinterno.
Alla luce fioca delle torce, Figulo si rese conto che i prigionieri erano stati denudati, e avevano il torso
coperto di segni di frustate e lividi. Mentre loptio continuava a guardare, un durotrigio si avvicin alla
gabbia, portando con s un cesto di cibo. I prigionieri lo fissarono avidamente, strisciando verso le
sbarre. Uno dei Druidi si alz di scatto e prese il cesto dalle mani del ribelle, riversandone il contenuto
nel fango, davanti alla gabbia, appena fuori dalla portata dei prigionieri. Uno dei due tese un braccio tra
le sbarre, tentando di recuperare un po di quel cibo marcio. Il druido pi vicino raccolse un bastone e
lo colp con forza, costringendolo a ritrarsi nella gabbia e facendo scoppiare a ridere laltra guardia.
In quel momento, Figulo not i lineamenti del prigioniero, coperti in parte da una barba incolta.
Il suo cuore perse un battito, quando riconobbe il veterano.
Rullo....
Il giovane optio si sent invadere dalla disperazione. Non aveva alcuna possibilit di
raggiungere i compagni. Non senza essere scoperto dai Druidi che controllavano quella passerella.
Anche se lui e Vazia fossero riusciti a uccidere le guardie e a liberare i prigionieri, di certo i ribelli li
avrebbero scoperti prima che potessero fuggire. Era impossibile. Totalmente impossibile.
Signore, sussurr Vazia dopo pochi istanti. Dobbiamo tornare indietro. Non c nulla che
possiamo fare, qui.
Figulo strinse i denti, ma poi annu cupamente. Vazia aveva ragione. Tentare un salvataggio in
quel momento sarebbe stato pura follia, e li avrebbe soltanto fatti uccidere. Era arrivato fin l, ma
nonostante tutti i suoi sforzi, non poteva salvare i suoi compagni. Helva e Rullo sarebbero morti, e non
cera nulla che potesse fare per evitarlo.
Con il cuore pesante, volse le spalle alla gabbia e torn in direzione dei recinti. Mentre
avanzava, perse di colpo lequilibrio e piomb contro il carretto. Un rumore assordante si propag nei
dintorni, mentre il carro si rovesciava, facendo rotolare a terra i pali di legno. Per un attimo, Figulo
rest immobile, bloccato dallorrore, mentre guardava Vazia. Nessuno dei due os muoversi. Dalla
parte della passerella, Figulo vide uno dei Druidi alzarsi in piedi e afferrare una lancia, mentre emetteva
grida di sfida nella loro direzione. Non udendo risposta, si avvicin alle capanne e chiam di nuovo nel
buio.
Merda!, sibil Vazia, teso. Sta arrivando, signore!.
Il panico rischi di avere la meglio su Figulo. Era ovvio che non cera tempo di tornare al molo.
Erano troppo lontani, e il druido li avrebbe avvistati entro pochi istanti. Loptio si guard
freneticamente intorno, cercando un punto in cui nascondersi. Vide soltanto un luogo che forse avrebbe
potuto offrire loro unesigua possibilit di farcela.
Laggi!, sussurr.
Indic un recinto vuoto leggermente pi distante dagli altri, abbandonato vicino al terreno
fangoso nei pressi della palizzata. Sotto la luce riflessa della luna, non sembrava affatto un buon
nascondiglio, ma era la loro unica speranza. L, almeno, avrebbero potuto tentare di nascondersi prima
dellarrivo del druido.
Presto! Prima che quel bastardo ci veda!.
Corsero verso il piccolo recinto, tralasciando ogni tentativo di non fare rumore. Avevano solo
pochi istanti, prima che il druido raggiungesse le capanne. Figulo corse attraverso il fango che gli
risucchiava i piedi e raggiunse il cancello del recinto. Afferr il saliscendi di legno e lo tir, lottando
con tutte le forze per liberarlo. Con un leggero stridio, infine il saliscendi si sblocc e Figulo apr il
cancello, entrando insieme a Vazia. Poi si alz sulla punta dei piedi e si allung, per tentare di rimettere
il saliscendi al suo posto. Non riusciva per a toccarlo. Imprec in silenzio.
Presto, signore!, sibil Vazia.  quasi arrivato!.
Il rumore di passi in avvicinamento spron Figulo a tentare ancora. Serrando i denti, loptio tese
il braccio oltre lestremit superiore del cancello e riusc a serrare le dita intorno al saliscendi.
Poi lo spinse nel chiavistello e chiuse del tutto il cancello prima di ricadere allindietro,
piombando a terra con un tonfo sordo. Un odore pungente gli colp le narici, e si rese conto che il
terreno intorno a loro era pieno di letame secco e paglia marcia. Arricci il naso, restando immobile e
sdraiato a terra, il cuore che gli martellava nel petto mentre riprendeva fiato.
Si volse al legionario e abbass la voce. Resta gi e in silenzio. E non muoverti. Qualunque
cosa accada. Intesi?.
Vazia annu e rest acquattato sul terreno sparso di paglia. Poi Figulo avanz un poco. Il recinto
era circondato da una parete di vimini con diversi fori e loptio guard fuori con cautela, osservando il
druido in avvicinamento. Luomo si guard intorno, tra i recinti, prima di accostarsi ad alcuni di quelli
l accanto. Si ferm a ispezionarne un paio, passando a meno di quindici passi da quello in cui si
nascondevano Figulo e Vazia. Loptio trattenne il respiro e fece scivolare con attenzione la destra
sullelsa della spada ancora chiusa nel fodero, serrandola tra le dita. Decise che avrebbe abbattuto pi
nemici possibile prima di essere ucciso. Non era un bel modo di morire, ma sempre preferibile
allorrendo destino che li avrebbe attesi se fossero stati catturati.
Per qualche istante, il druido indugi nei pressi dei recinti, e Figulo fu certo che sarebbero stati
scoperti. Rest immobile, non osando neanche respirare. Alla fine, il druido si allontan, e Vazia
sospir lievemente di sollievo.
Grazie, Giove Ottimo Massimo!, ansim il legionario a mezza voce. Ci  mancato poco....
Figulo deglut a vuoto, con ansia. Forse. Ma ora siamo davvero fottuti.
Vazia lo fiss con unespressione perplessa, e il gallo accenn in direzione del molo. Un
giovane guerriero durotrigio era uscito dalla capanna da cui Figulo aveva sentito provenire i gemiti e
sospiri di passione, gettandosi in fretta un mantello sulle spalle e stringendo la lancia tra le dita, mentre
andava a controllare cosa fosse accaduto. Il druido lo vide e avanz verso la capanna, urlandogli contro
in tono gutturale e piantandogli con rabbia un dito contro il petto. Il druido spinse il britanno in
direzione del molo, spronandolo con un calcio nel didietro. Poi torn verso la passerella, mentre il
durotrigio si sistemava di guardia davanti alla palizzata, scuotendo la testa e serrando la lancia in mano.
Il sollievo che Figulo poteva aver provato sfuggendo allo sguardo del druido svan allistante,
trasformandosi in disperazione. Ora che il durotrigio era di nuovo di guardia allentrata del molo, non
cera alcuna possibilit, per loro, di fuggire dallisola. Erano in trappola.
...
.
...
Capitolo 7.
...
.
...
Figulo rest acquattato allinterno del recinto, rabbrividendo sotto la luce fioca della luna e
sentendosi pi disperato di quanto non si fosse mai sentito in vita sua. Accanto a lui, Vazia era
perfettamente immobile. I due Romani erano rimasti nel recinto per tutta la notte, con le tuniche
fradicie incollate alle membra gelate. Una disperazione buia lo assal, e il gallo si maledisse per aver
accettato quella missione suicida. Non solo i suoi compagni sarebbero morti, ma adesso era
intrappolato in un recinto puzzolente con Vazia, circondato da centinaia dei nemici pi feroci di Roma.
Si consol al pensiero che almeno era riuscito a far sapere a Vitellio lubicazione dellaccampamento
ribelle. Non aveva fallito la missione, se non altro. La sua morte non sarebbe stata vana.
I due soldati avevano osato scambiarsi appena qualche sussurro, temendo di allertare la guardia
nelle vicinanze e di essere uccisi sul posto. Cos, avevano trascorso la notte in un silenzio quasi
completo, dando a Figulo tutto il tempo di considerare la loro terribile situazione. Finch fossero
rimasti nel nascondiglio, sarebbero stati relativamente al sicuro. La parete di vimini li nascondeva bene
alla vista, ed erano piuttosto lontani dal cuore delle attivit dellaccampamento. Cera sempre la
possibilit che uno dei servitori si spingesse fino al recinto e desse unocchiata allinterno, ma quelli
circostanti erano vuoti, e non cera in realt alcun motivo di avvicinarsi a quella zona. Il rischio
maggiore stava nel tentare di lasciare il nascondiglio. Poco dopo che Figulo e Vazia si erano nascosti l,
un gruppo di uomini ubriachi si era sistemato nelle vicinanze, continuando a cantare e a ridere fino a
tarda notte. Ancora adesso non sembravano averne abbastanza. Qualsiasi tentativo di fuggire sarebbe
sicuramente fallito, e Figulo lo sapeva. Sarebbero stati visti da quegli uomini nellistante stesso in cui
fossero usciti dal recinto, e uccisi prima ancora di riuscire a raggiungere il lago.
Ma presto o tardi uno dei nativi li avrebbe per forza trovati. Figulo decise che la loro unica
speranza fosse di restare nel recinto e pregare che le coorti arrivassero in tempo per sconfiggere i
nemici. Tuttavia, non cera alcuna possibilit che si trattasse di una vittoria rapida, e Figulo se ne rese
conto con amarezza, nel ricordare le formidabili difese che attendevano gli uomini dellOttava e Nona
Coorte. Ci sarebbe voluto un lungo assedio, per conquistare lisola dei ribelli. Di colpo, il peso
schiacciante della stanchezza gli si abbatt sulle spalle. Non cera niente che potessero fare, adesso.
Proprio niente.
Se soltanto la smettessero di cantare e se ne andassero a dormire, signore, sussurr Vazia,
quasi inudibile, accennando in direzione delle voci degli ubriachi. Avremmo una possibilit di uscire
da questa dannata fossa.
Figulo scosse la testa, esausto. Dovremmo comunque superare le sentinelle. Una di loro
potrebbe lanciare lallarme prima di riuscire a fermarle. E verremmo uccisi prima di raggiungere il
lago.
Dunque  finita? Siamo bloccati qui?
Che altro possiamo fare? Dovremo aspettare.
Aspettare cosa, signore?
Non lo so, ammise Figulo. Non lo so.
Vazia rest in silenzio per un lungo momento. Te lo dico io, signore. Se usciremo vivi da qui,
mi dovrai una dannata bevuta.
Figulo si concesse un lieve sorriso. Se riusciremo a uscire vivi da qui, avremo bisogno
entrambi di una bevuta.
Le prime luci dellalba arrivarono, e gli ubriachi finalmente si ritirarono nelle capanne. Le loro
voci e i canti stonati furono sostituiti quasi subito dalle stanche voci dei guerrieri che si svegliavano, e
poco dopo Figulo inizi a sentire il ripetitivo tintinnare delle armi, mentre gli uomini si allenavano a
poca distanza dai recinti. Pi avanti, durante la mattinata, si udirono diversi rumori provenienti dal
lago. Figulo strisci dallaltra parte del recinto e sbirci fuori da un buco nella parete di vimini. La
sezione della palizzata intorno al terreno fangoso sembrava pi bassa rispetto a quella circostante, come
se i tronchi fossero sprofondati leggermente nel fango. Sopra i pali appuntiti, loptio riusc a vedere una
delle isolette situate a met tra quella dei Druidi e la principale, collegata a entrambe da due brevi
passerelle. Almeno una dozzina di ribelli avanzava nelle acque limacciose, trasportando sulle spalle
grosse fascine di rami e vimini recuperate dalla fitta foresta sulla riva opposta del lago rispetto alla
piccola isola. Figulo not che lacqua arrivava appena alle ginocchia dei Durotrigi e cap che dovevano
usare una sorta di passerella sistemata sottacqua, che collegava lisoletta alla foresta e permetteva un
accesso pi semplice.
Le ore passarono lente. Ogni istante portava con s il terrore di essere scoperti e Figulo non
riusc a chiudere occhio e a riposare. Le sue membra erano ormai insensibili per il freddo e la
stanchezza. Diverse volte sent i passi di qualche servitore che si avvicinava e riversava secchiate di
cibo negli altri recinti, seguiti dal grufolare dei maiali che iniziavano a mangiare. Ogni volta, loptio
strinse lelsa della spada tra le dita, pronto a combattere. Ma non arriv nessuno. I Durotrigi non si
avvicinarono mai troppo al loro nascondiglio.
Nel primo pomeriggio, si ud un urlo dalla porta principale. Figulo lanci un rapido sguardo a
Vazia e si spost dallaltra parte del recinto, per guardare in direzione dellentrata, mentre un gruppo di
esploratori ribelli si affrettava a oltrepassarla. Alcuni guerrieri erano corsi alla porta, insieme a diversi
Druidi. Calumo era nel gruppo. Figulo riconobbe il sommo sacerdote dei Druidi della Luna Nera dal
suo viso orrendamente sfigurato. Ancasta era al fianco del sacerdote, con linconfondibile torque
dargento intorno al collo. Figulo si sent fremere di rabbia, nel vederla, e fu quasi travolto
dallincontenibile desiderio di uscire dal recinto e abbatterli entrambi. Osserv la scena, mentre uno
degli esploratori faceva rapporto a Calumo, punteggiando il racconto di gesti frenetici in direzione della
palude. Il druido latr un ordine ai guerrieri, e il panico si sparse rapidamente nellaccampamento.
Che succede, signore?, volle sapere Vazia in un sussurro.
Figulo tese le orecchie, cercando di sentire le parole che due guerrieri si scambiavano urlando
attraverso il campo. Rest in ascolto per diversi istanti, per poi guardare il compagno, con uno stanco
sogghigno.
A quanto pare, Vitellio sta arrivando, borbott. Una delle pattuglie ribelli ha avvistato la sua
colonna di soldati che entrava nella palude.
Ottimo, dannazione, replic Vazia con evidente sollievo. Riusciremo a uscire presto di qui,
dunque!.
Non sperarci troppo, ancora, legionario. Il tribuno deve trasportare lartiglieria fino a qui,
passando attraverso le paludi. E anche quando saranno arrivati, dovranno comunque affrontare quella
dannata passerella.
Merda, imprec Vazia a mezza voce. Non so quante possibilit abbiano i nostri contro
questi bastardi, signore. Accenn alla porta principale. Quanti ritieni che siano?.
Figulo fece un rapido calcolo, basandosi sugli uomini che aveva visto intorno ai fuochi e alle
capanne nelle ore precedenti. Direi trecento guerrieri, o gi di l. E forse una trentina di Druidi. Pi le
donne e i bambini. Insomma, abbastanza per tenere a bada i nostri per giorni.
Come minimo, signore. E noi non riusciremo mai a resistere tanto a lungo. Le spalle di Vazia
si abbassarono, mentre scuoteva con rabbia il capo. A meno che non troviamo un altro modo per
uscire da qui, siamo finiti.
Figulo non fece commenti. Sbirci fuori dalla parete di vimini, osservando la scena mentre i
ribelli cominciavano freneticamente a prepararsi allimminente attacco dei Romani. Loptio sent un
urlo dalle vicinanze dei recinti, mentre uno dei ribelli ordinava ai compagni di recuperare frecce e
giavellotti dal magazzino delle armi. Allo stesso tempo, Figulo sent alcune donne richiamare i
bambini, gridando loro di chiudersi in casa. Il giovane gallo fiss lorizzonte, sentendosi sopraffare da
un acuto senso di impotenza. Avrebbe voluto essere al fianco dei suoi compagni, adesso, in marcia
contro il nemico, pronto a uno scontro brutale. Invece, si ritrovava in un puzzolente recinto per animali,
al centro di unisola brulicante dei peggiori nemici di Roma, al freddo, affamato ed esausto. Non si era
mai sentito cos inerme.
Signore!, bisbigli Vazia, in tono ansioso. Guarda! Da quella parte!.
Figulo si scosse dai suoi cupi pensieri e guard il legionario, perplesso. Vazia stava indicando
lisola dei Druidi. Loptio port lo sguardo in quella direzione e, mentre osservava, vide che unenorme
struttura artificiale veniva sollevata verticalmente da una decina di grossi ribelli che tiravano diverse
lunghe corde. Un brivido gelido gli raggiunse il collo, quando la struttura rest eretta, torreggiando
sulla palizzata. Si rese conto che stava fissando una rozza figura fatta di vimini e rami contorti. Alcune
gabbie erano incastrate nel torso della figura, e alcune di esse erano piene di polli e pecore, i cui
richiami spaventati si disperdevano nellaria fredda. Altre gabbie, invece, erano vuote.
Vazia rabbrivid. Tra non molto, daranno fuoco a quella cosa, signore.
S, replic piano Figulo. S,  quello che succeder.
Torn a guardare in direzione della porta principale e deglut. Tutto ora dipendeva da Vitellio.
A meno che le coorti non fossero arrivate presto, facendosi strada combattendo oltre le difese nemiche,
Rullo ed Helva sarebbero stati arsi vivi. E con tutta probabilit, Figulo e Vazia avrebbero fatto la stessa
fine.
Nelle ore successive, il ritmo frenetico delle attivit dellaccampamento continu senza tregua.
Cera un forte senso di ansia, tra i nativi, almeno a giudicare dai discorsi che Figulo riusc a sentire.
Alcuni dei ribelli si rivolgevano urlando entusiasti ai loro compagni, eccitati allidea di uccidere alcuni
dei loro nemici giurati. Altri pregavano gli di per ottenere unultima vittoria sugli odiati invasori
venuti dallaltra parte del mare. Mentre il pomeriggio scivolava via, i preparativi dei ribelli divennero
sempre pi frenetici, quando un altro gruppo di esploratori torn per fare rapporto sullavanzata del
nemico. Da quello che Figulo riusc a capire, Vitellio era riuscito a superare quasi del tutto le paludi e
si avvicinava ormai al nascondiglio dei ribelli. Lentusiasmo e la speranza che loptio inizi a provare a
quella notizia svanirono tuttavia non appena ripens al fatto che le coorti avrebbero dovuto superare
anche la passerella strenuamente difesa.
Nel tardo pomeriggio, risuon il muggito di un corno da guerra celtico, seguito da una serie di
urla provenienti dalla porta. Di colpo, i guerrieri durotrigi, che fino a quel momento erano sparsi per
laccampamento, interruppero ogni attivit e corsero alla palizzata, non prima di aver recuperato armi e
scudi. Figulo e Vazia osservarono dai fori tra i vimini i guerrieri che si affollavano alla porta,
mettendosi ai posti di difesa e gridando incoraggiamenti ai compagni. Dallaltra parte del campo, il
gallo riusciva a sentire le urla terrorizzate di donne e bambini che si chiudevano nelle capanne, nel
tentativo di non farsi coinvolgere nellimminente scontro. Uno dei nativi usc da una capanna nei pressi
dei recinti e chiam un guerriero che gli passava accanto. Figulo lo ascolt mentre spiegava la
situazione. Poi loptio si gir verso Vazia, mentre il suo cuore perdeva un battito.
Vitellio  qui!, esclam. Speriamo che attacchi prima che faccia buio.
Ma gli uomini non saranno stanchi, dopo aver marciato attraverso le paludi, signore?,
domand Vazia, ansioso.
Forse, rispose Figulo dopo una breve pausa. Ma se non far cos, dar al nemico la
possibilit di fuggire durante la notte.
Si volt di nuovo verso lapertura nella parete di vimini e controll la porta principale. Ormai
centinaia di guerrieri durotrigi si erano allineati sopra la palizzata. Alcuni stringevano in mano una
lancia. Altri erano armati di archi o frombole. Altri ancora lanciavano insulti ai Romani dallaltra parte
del lago, mentre si fomentavano a vicenda nella frenesia dellimminente battaglia. Sotto di loro, un
gruppo di Druidi dallampia tunica nera gesticolava verso il cielo, invocando gli di con cantilene
gutturali perch schiacciassero gli invasori. Alcune donne dai capelli scompigliati e selvaggi erano al
fianco degli uomini, urlando contro i Romani e agitando delle torce, mentre incitavano i guerrieri a
combattere. Calumo e Ancasta erano tra i ribelli, entrambi intenti a incoraggiarli a resistere ai nemici
che li attendevano oltre la palizzata.
Le note lontane di una tromba risuonarono sopra laccampamento, provenienti dallaltra parte
del lago. Figulo riconobbe subito quel suono. Sarebbe stato familiare a qualsiasi legionario. Si rivolse a
Vazia, sentendo il cuore battere pi veloce.
Vitellio sta per attaccare!, sussurr, eccitato.
Era ora, signore. Ora prenderemo a calci questi bastardi.
Un attimo dopo, si ud una serie di schiocchi lontani, mentre le baliste facevano partire i loro
missili. Figulo guard la scena, rapito, mentre una pioggia di dardi metallici fiammeggianti si inarcava
al di sopra della palizzata, piombando nellaccampamento ribelle. Aveva visto lartiglieria romana al
lavoro molte volte, prima di allora, ma non era mai stato dalla parte nemica, e lesperienza era
terrificante. Alcuni dei dardi finirono sui tetti di un gruppo di capanne al centro dellisola, appiccando il
fuoco alle canne e alla paglia che li ricoprivano. Altri colpirono alcuni nativi mentre fuggivano al
riparo, trapassandoli allaltezza del petto o del cranio, e le urla agonizzanti dei feriti si levarono nella
fredda aria del pomeriggio.
I dardi furono seguiti da un altro schiocco secco, mentre le catapulte venivano azionate. Figulo
allung il collo e vide le grosse pietre tondeggianti volare in un ampio arco sopra il lago. Sembrarono
fermarsi nel cielo per un lungo e gelido istante, prima di ripiombare a terra. Per la maggior parte non
arrivarono nellaccampamento, e Figulo sent violenti tonfi quando finirono nelle acque intorno
allisola. Alcune piombarono poco oltre la palizzata, ma i ribelli alla porta erano scesi a terra e si erano
ritirati appena al di fuori della portata dellartiglieria romana. Una volta al sicuro, urlarono sprezzanti
contro il nemico.
Quel lancio non ha fatto molto, signore. Abbiamo appena intaccato la porta, osserv Vazia.
Figulo scosse la testa. Non stanno cercando di distruggere le difese. Vogliono tenere indietro i
ribelli abbastanza a lungo da attraversare la passerella.
Mentre parlava, arriv un secondo lancio di dardi infuocati, questa volta con maggiore
precisione, man mano che i ballistarii affinavano la gittata e facevano arrivare i missili pi allinterno
dellaccampamento ribelle. Figulo vide una dozzina di capanne prendere fuoco, intanto che i dardi
piombavano oltre la linea difensiva, facendo fuggire i ribelli in ogni direzione. Le fiamme si
propagarono rapidamente alle capanne vicine e dense colonne di fumo nero si alzarono verso il cielo
coperto di nuvole scure. Il panico si sparse tra i nativi mentre lincendio si diffondeva. Uno dei
guerrieri pi anziani richiam gridando la sentinella di fronte al molo, facendogli freneticamente cenno
di correre ad aiutarlo a domare le fiamme. La sentinella esit per un attimo, spostando il peso da un
piede allaltro, indecisa tra la volont di dare una mano e quella di non abbandonare il suo posto. Poi
luomo scatt avanti, correndo oltre i recinti e allontanandosi verso lincendio. Lapertura nella
palizzata era senza sorveglianza. Figulo si volse a Vazia.
Presto!  la nostra unica possibilit!.
Si rialzarono a fatica in piedi. Figulo corse alla porta del recinto e si arrischi a lanciare uno
sguardo al di sopra, assicurandosi che larea circostante fosse vuota. I ribelli erano raggruppati al centro
dellaccampamento, e chi non si stava occupando dellincendio era intento ad aiutare i compagni feriti
o a nascondersi dai massi che venivano lanciati con le catapulte. Prendendo un profondo respiro, Figulo
si alz in punta di piedi e liber il saliscendi. Torn gi e apr leggermente il cancello. Poi usc, seguito
da Vazia.
Mentre scivolavano fuori dal recinto, un grido si lev nelle vicinanze. Figulo si guard alle
spalle e vide un servitore che usciva di corsa da una stalla, portando con s un secchio di cuoio pieno
dacqua. Luomo si blocc, sorpreso, vedendo i due soldati che uscivano dal recinto. Poi si volt verso
i compagni, sbracciandosi a indicare i Romani e urlando a pieni polmoni. Tre guerrieri voltarono le
spalle alle capanne in fiamme e li caricarono, stringendo in pugno le spade lunghe e gli scudi ovali.
Figulo scatt accanto a Vazia. Non cera altro da fare se non correre fuori dalla palizzata e fuggire
dallisola prima che i guerrieri potessero raggiungerli.
Corse con Vazia, pi veloce che pot, lottando contro i muscoli irrigiditi delle gambe.
Superarono a fatica il tratto di terreno fangoso oltre i recinti, costretti a rallentare quando il fango
cominci a risucchiare i loro stivali. Figulo strinse i denti e prosegu, tendendo ogni muscolo per
raggiungere il molo. Un urlo trionfante risuon alle sue spalle, e loptio arrischi uno sguardo,
girandosi appena. Con una certa sorpresa, si rese conto che i Durotrigi che li inseguivano erano molto
pi vicini.
Proprio in quel momento, un guerriero usc da dietro una capanna e si lanci contro i Romani,
tagliando loro la strada. Luomo aveva lunghi capelli bianchi e brandiva una lancia nella mano destra.
Snud i denti marci e lanci un ruggito selvaggio, puntando avanti la lancia e infilzando Vazia
allaltezza della coscia prima che il legionario riuscisse a evitare il colpo. Luomo url di dolore,
mentre la punta di metallo gli penetrava nella carne. Figulo url di rabbia e caric il britanno prima che
potesse liberare la lancia, piombandogli addosso con una violenta spallata e gettandolo al suolo. I
polmoni del nemico si svuotarono con forza, mentre atterrava sulla schiena. Figulo sguain la spada e
si lanci in avanti, piantandone la punta nel collo delluomo. Il guerriero sussult, mentre la lama gli
trapassava la gola con un rumore umido e rivoltante. Rest disteso, contorcendosi e gorgogliando
orribilmente.
Il giovane optio liber larma dal cadavere del britanno e si gir di scatto. Vazia era crollato in
ginocchio, pochi passi pi indietro. Si premeva una mano contro la coscia, lottando per stagnare il
sangue che gli usciva a fiotti dalla ferita. I ribelli che li inseguivano erano ormai vicini. Figulo corse
accanto al compagno e lo aiut a rialzarsi. Vazia si risollev in piedi e tent di fare un passo avanti, ma
il dolore non glielo permise e lui croll di nuovo, maledicendo tutti gli di a denti stretti. Tent di
rialzarsi ancora una volta e riusc a compiere mezzo passo prima di cadere. A quel punto, fiss loptio
con un lampo di terrore negli occhi.
Non serve a niente, signore. Non ce la far.
Avanti!, url Figulo. Rialzati, soldato!.
Vazia fece una smorfia di dolore e scosse la testa. Non ce la faccio, signore. Vai, adesso. Terr
a bada io quei bastardi.
Figulo lo fiss, incredulo. No.
Non c pi tempo, signore. Io sono finito. Ma tu puoi ancora salvarti. Il legionario riusc ad
accennare un cupo sorriso, tra i denti macchiati di sangue. Immagino che quella bevuta dovrai
offrirmela nellaldil.
Figulo esit per un attimo. Ma sapeva che non poteva fare pi niente per il suo compagno. Fece
un ultimo, cupo cenno a Vazia, poi volt le spalle e corse, superando lapertura nella palizzata e
correndo fino al limitare dellacqua. Mentre si avvicinava alle barche, un ruggito sprezzante si lev
nellaria, e quando si gir, vide che i tre guerrieri stavano attaccando Vazia. Il legionario par un
affondo del britanno pi vicino e riusc a evitare per un soffio un fendente diretto alla sua testa. Poi il
terzo guerriero gli si lanci contro, affondandogli larma nel petto, e Vazia si lasci sfuggire un rauco
gemito, mentre larma gli trapassava il torso. Continu a lottare, rispondendo al britanno con un nuovo
attacco, prima di continuare a parare i loro colpi, nel tentativo di tenerli lontani pi a lungo possibile.
Poi il secondo ribelle fece una finta e gli piant la spada sotto lascella, e Vazia lanci un ultimo urlo di
sfida, prima che i guerrieri lo assaltassero da ogni lato, riempiendolo di fendenti e finendolo.
Figulo rinfoder la spada, voltando le spalle alla sanguinosa scena ed entrando rapidamente in
acqua, scalciando con tutte le sue forze per attraversare il lago. Sopra al suono dellacqua smossa, pot
sentire le urla furiose dei Durotrigi che raggiungevano il molo. Uno di loro gli lanci contro un
giavellotto, e lui vide il proiettile finire nellacqua a poca distanza da lui, sulla destra, spezzando la
superficie con un lieve sciacquio. Continu a nuotare, annaspando e sopportando il bruciore dei
muscoli affaticati, ma non arrivarono altri missili. Infine raggiunse la riva e si tir in piedi, ansimando
per riprendere fiato. Sul molo dattracco, i Britanni lo maledicevano scuotendo i pugni in aria, furiosi.
Poi si girarono e tornarono di corsa allinterno dellaccampamento, unendosi ai compagni e
riprendendo a difendere lisola.
Figulo port lo sguardo dal lato romano. Gli attacchi di artiglieria erano cessati, e la prima
centuria di legionari marciava a ranghi stretti sulla passerella. I Britanni ammassati sulla palizzata
cominciarono a tirare salve di frecce contro le prime linee di soldati, mentre i frombolieri mezzi nudi
lanciavano una serie di proiettili di piombo contro i Romani in avvicinamento. Figulo vide con orrore
la prima salva mortale raggiungere le prime file della coorte. Urla di dolore si levarono nellaria,
mentre i proiettili delle frombole spezzavano ossa e spaccavano scudi ed elmi, e le frecce abbattevano
diversi soldati. Lavanzata rapida della coorte si spezz, mentre i legionari tentavano di difendersi dalla
furiosa pioggia di frecce e proiettili proveniente dalla palizzata. Altri persero lequilibrio sulla
passerella e piombarono in acqua, alcuni impalati sulle punte dei pali aguzzi conficcati sul fondo.
Figulo si rese conto che lattacco stava gi cedendo davanti alla porta cos pesantemente difesa.
Liniziale sollievo del gallo nel fuggire dallisola si trasform in disperazione, mentre guardava
la lotta brutale che si svolgeva sulla passerella. Poi torn a guardare verso lisoletta che si trovava tra
lisola principale e quella dei Druidi, e di colpo si rese conto che cera una possibilit di rovesciare le
sorti dello scontro.
Prese un respiro profondo e inizi a correre lungo lo stretto sentiero che si estendeva sulla riva
del lago. Doveva raggiungere Vitellio in tempo per evitare ulteriori inutili perdite.
Doveva fermare il massacro che stava avvenendo sulla passerella.
...
.
...
Capitolo 8.
...
.
...
Figulo corse verso la colonna romana, attraversando le rive del lago sparse di cespugli di
ginestra. Una macchia di frassini e salici si estendeva sul limitare del sentiero, e i rami gli strapparono
la tunica mentre correva avanti. Continu a guardare verso destra, osservando tra gli alberi il tentativo
inutile di entrare nellaccampamento nemico. Le secche ai lati della passerella erano gi piene di
cadaveri. Vide diversi legionari affondare nel lago, trascinati sottacqua dallarmatura e
dallequipaggiamento pesante. Altri tornavano zoppicando verso lestremit opposta della passerella. I
restanti soldati della centuria erano nascosti dietro gli scudi per difendersi dalla continua pioggia di
frecce e proiettili che arrivava dalla palizzata.
Mentre guardava la scena, un corno di guerra fece riecheggiare la sua nota stridente, e i Britanni
dei due avamposti lanciarono i loro giavellotti sulle prime linee della centuria che avanzavano
ritrovandosi a distanza di tiro. Urla di dolore si levarono nellaria, quando i giavellotti raggiunsero il
vulnerabile fianco destro della centuria, perforando diverse armature. Allo stesso tempo, i ribelli
ammassati sulle palizzate continuavano a bersagliare di frecce e proiettili la colonna. Il centurione e il
suo optio lottavano per mantenere lordine in mezzo a quel caos, e lintera centuria ormai non
sembrava altro che una massa di cadaveri e gruppi isolati di legionari intrappolati sotto la continua
pioggia di missili che arrivava dalle difese nemiche. I ribelli durotrigi stavano resistendo e Figulo si
rese conto che lattacco frontale allaccampamento era destinato a fallire.
Usc da un cespuglio di ginestra ritrovandosi su un sentiero, e vide una piccola pattuglia di
cavalleria romana. Uno degli uomini not il gallo fradicio e coperto di fango e lo indic. Gli altri si
volsero rapidi verso Figulo. Uno di loro sollev la spada e si prepar alla carica. Loptio sollev le
braccia, agitandole disperatamente verso di loro.
Aspettate!, esclam. Sono romano! Romano!.
Il decurione trattenne il cavallo e fiss Figulo, sorpreso. Optio! Merda, non ti avevo quasi
riconosciuto, conciato cos. Si volse al compagno e gli ordin di abbassare larma, prima di tornare
con lo sguardo sul gallo. Che ci fai qui fuori?.
Loptio si guard. La tunica era macchiata di fango, e non sembrava affatto un legionario. Prese
un profondo respiro per ricomporsi e si rivolse al decurione. Non c tempo per le spiegazioni. Devo
subito fare rapporto a Vitellio.
Il tribuno  occupato. Il decurione accenn allisola principale. In caso non te ne sia accorto,
siamo nel mezzo di un dannato assalto.
 per questo che devo parlargli, insistette Figulo. Dobbiamo agire subito, se vogliamo
salvare le coorti.
Il decurione non rispose. Consider luomo coperto di fango che aveva davanti. Infine annu
lentamente. Daccordo, optio. Vieni con me.
Figulo mont sul cavallo del decurione e si strinse alla sella, mentre luomo faceva girare
lanimale e lo spingeva al trotto verso i ranghi romani, ammassati a una certa distanza dal lago. Gli
stendardi ondeggiavano nella brezza umida del pomeriggio. La Nona Coorte si trovava su una bassa
collina accanto alle macchine da assedio. Non cera stato tempo di costruire un accampamento, con la
fretta che Vitellio aveva di attaccare i ribelli prima che avessero la possibilit di fuggire con laiuto del
buio. I resti della coorte ausiliaria dei Batavi erano al fianco delle unit romane, con un piccolo
contingente di arcieri tra loro. I Batavi fissavano ansiosi la Prima Centuria dellOttava Coorte che
veniva massacrata sulla passerella.
Mentre il cavaliere tornava verso le truppe, Figulo guard di nuovo verso lisola. Lavanzata
romana si era fermata del tutto. Le secche intorno a loro erano rosse di sangue, e in alcuni punti i
soldati non riuscivano ad avanzare a causa dei cadaveri ammucchiati sulla passerella. Il centurione non
si vedeva da nessuna parte, ma il suo optio era dietro alle ultime file, gridando ordini agli uomini e
spronandoli ad avanzare con il bastone di legno che marcava la sua carica. Ma con le file davanti
bloccate, la passerella stava diventando un mucchio di corpi esposti che i ribelli attaccavano con gioia,
tra lanci di frecce e proiettili, e qualche occasionale giavellotto mirato al fianco destro poco difeso.
Infine, il corno suon e i legionari si ritirarono. Dozzine di feriti fuggirono zoppicando dalla
passerella. Altri rimasero a terra, serrando le dita sulle aste delle frecce che sporgevano dalle loro
membra. Alcuni dei soldati in ritirata persero lequilibrio tra le pozze di sangue e finirono nelle secche.
Altri cercarono di aiutare i compagni feriti, per poi fermarsi esausti sulla riva del lago, con espressioni
sgomente sui volti coperti di sangue. Gli inservienti corsero verso i feriti incapaci di camminare e li
trascinarono via sulle loro barelle. Lungo la palizzata, i Britanni esplosero in grida di selvaggio trionfo,
e mentre Figulo osservava la scena pietosa, un lampo di rabbia amara gli serr il cuore. Almeno trenta
soldati morti giacevano lungo la passerella, e forse altrettanti erano feriti. Lattacco era fallito
miseramente.
Le grida dei difensori si acquietarono, e un silenzio sinistro cal sul lago, spezzato soltanto
dalle grida di dolore dei feriti e da qualche urlo di trionfo dei Britanni. Poi si ud un richiamo, mentre i
centurioni ordinavano alla successiva centuria dellOttava Coorte di prepararsi. I ranghi spezzati della
Prima Centuria si spostarono, facendo spazio a un secondo squadrone dattacco sulla passerella. Pochi
istanti pi tardi uno schiocco secco divise laria, mentre le baliste tornavano allattacco, e lartiglieria
riprendeva a colpire i nemici. I Britanni sapevano gi cosa aspettarsi e si allontanarono dalla palizzata,
mentre i dardi di metallo volavano sopra i cadaveri e piombavano sulla palizzata ai due lati della porta
principale, distruggendo un paio di pali. Un britanno si erse sprezzante sulle difese, agitando i pugni
contro i Romani, finch un dardo non lo pass da parte a parte, facendolo crollare allindietro. Poi i
lunghi bracci delle catapulte si liberarono, lanciando in aria le loro pietre pesanti, che scesero come
pugni giganti sui tetti delle capanne allinterno dellaccampamento. Allo stesso tempo, la successiva
centuria si mosse con cautela, sollevando gli scudi in attesa del segnale di avanzata verso la riva del
lago e la passerella. Un brivido gelido percorse la schiena delloptio, mentre smontava da cavallo e
superava il gruppo di feriti e sentinelle per raggiungere Vitellio. Forse il tribuno non aveva capito la
gravit della situazione in cui si trovava. Oppure, pi probabilmente, nella sua suprema arroganza
credeva davvero di avere la vittoria in pugno. Di essere sul punto di sconfiggere i ribelli, e che per farlo
servisse solo un altro assalto sulla passerella. In quel caso, stava semplicemente facendo il gioco del
nemico. Calumo e i ribelli erano in vantaggio. Avrebbero potuto resistere per un tempo indefinito,
scendendo dalla palizzata quando lartiglieria romana li attaccava e poi massacrando i legionari non
appena si fossero avvicinati sulla passerella. Se Vitellio avesse continuato a seguire ciecamente quella
strategia, lattacco rischiava di trasformarsi in un bagno di sangue.
Le catapulte continuarono a schioccare e vibrare, mentre Figulo si avvicinava a Vitellio.
Laristocratico tribuno era in piedi sul pendio erboso, intento a fissare la riva del lago accanto ai suoi
ufficiali e il suo entourage, concentrato sullisola mentre lartiglieria colpiva le difese nemiche. Cera
anche Petrax, con le braccia coperte di cicatrici incrociate sul petto mentre osservava lo scontro.
Vitellio sollev un braccio e lultima catapulta spar il suo proiettile con uno schiocco. Poi una tromba
risuon e la successiva centuria dellOttava Coorte avanz cautamente lungo la passerella, diretta verso
lisola principale. Non appena il bombardamento dellartiglieria fin, i Durotrigi tornarono ad
arrampicarsi sulla palizzata, pronti a bersagliare la colonna in arrivo con giavellotti, frecce e colpi di
frombola.
Vitellio sent Figulo avvicinarsi e lo guard. Un breve lampo di sorpresa gli attravers il volto,
mentre fissava il gallo coperto di fango e sporcizia. Optio! Per gli di, soldato. Dove eri finito?.
Figulo indic lisola. L dentro, signore.
Per tutto questo tempo?. Vitellio scosse la testa, incredulo, per poi accennare a Petrax.
Sembra che il tuo amico avesse ragione, allora. Ha detto che eri andato a cercare di liberare i tuoi
compagni. Aggrott la fronte. E laltro dov?
Vazia. Figulo si sent serrare la gola.  morto, signore.
Capisco. E i prigionieri?
Sono ancora intrappolati l dentro, signore. Non sono riuscito ad avvicinarmi.
Dunque non  stato un grande successo. Vitellio raddrizz le spalle e accenn alla passerella.
Ebbene, come puoi vedere, i tuoi compagni non resteranno prigionieri ancora a lungo. Ora che
abbiamo quei ribelli esattamente dove li volevamo, li spezzeremo molto presto.
Figulo si schiar la gola e si irrigid. Signore, perdonami. Ma la porta principale 
inespugnabile.
Di certo incorreremo in qualche perdita, s, rispose il tribuno. Ma non possiamo farci niente.
Calumo ha scelto di arroccarsi qui, e noi dobbiamo attaccare. Non gli permetter di sfuggirci ancora. I
suoi occhi scintillarono, mentre aggiungeva: Il capo dei ribelli sar un grande trofeo. Non dubito che
otterremo una ricompensa da Claudio, per aver finalmente risolto questo problema.
S, signore. Figulo deglut e ritent. Ma ho visto linterno dellaccampamento. Ci sono
centinaia di difensori, l dentro. Guerrieri. Sono ben armati e sanno come si combatte. Potrebbero
sostenere lassedio dellisola per giorni, se continuiamo a inviargli contro i soldati in quel modo.
Cosa vorresti che facessi?, scatt Vitellio. In caso non te ne sia reso conto, c solo un modo
per entrare e uscire da quelle maledette isole.
Signore, c unaltra strada. Figulo indic lisoletta a nord dellisola principale. C un
passaggio sotto la superficie dellacqua, tra le paludi e quella piccola isola. Se riusciremo a spostare un
gruppo di uomini fino a l, potremo usarla come testa di ponte per lanciare un attacco allisola
principale e assaltare il nemico di fianco. Potremmo riuscire a distrarli abbastanza a lungo perch il
resto degli uomini riesca a entrare dalla porta principale.
Un passaggio sotto la superficie dellacqua, stai dicendo?, domand Vitellio, dubbioso,
inarcando un sopracciglio. E come lo sai?
Ho visto alcuni dei nativi percorrerlo, signore. So ritrovarlo. Vide lespressione del tribuno
farsi incerta, e continu: A meno che non facciamo subito qualcosa, non riusciremo a conquistare
laccampamento. Questa  la nostra unica possibilit. O cos, o continuiamo a inviare uomini a farsi
massacrare davanti alle porte della fortificazione.
Vitellio sollev lo sguardo verso la passerella e la fiss in silenzio, pensieroso. Al di sotto del
pendio, gli ufficiali della centuria lottavano per non arretrare, mentre i cadaveri continuavano a essere
ammucchiati intorno a loro. In mezzo alla mischia, il centurione Minucio url un ordine ai suoi uomini,
ruggendo di mantenere la formazione. Subito dopo, si lasci sfuggire un rauco grido di dolore, quando
una freccia gli trapass la gola e lo fece finire fuori dalla colonna. Vitellio si batt una mano contro la
coscia, imprecando a mezza voce e tornando a fissare Figulo.
Molto bene, optio. Prendi con te i Batavi. Il centurione Vespillo ha bisogno comunque di un
optio. Ha perso il suo per una ferita a un occhio, una settimana fa. Porta con te anche gli arcieri,
potrebbero tornarti utili. Accenn a Petrax. E anche lui pu accompagnarti. Se c un passaggio per
raggiungere lisola, avrai bisogno di tutti gli uomini disponibili per affrontare i ribelli.
Petrax sogghign, allidea di poter affrontare i nemici, mentre Vitellio si rivolgeva agli ausiliari
e richiamava il loro ufficiale comandante. Un batavo dalla folta barba, con profondi sfregi sul volto, si
avvicin e si irrigid sullattenti.
Signore?.
Vitellio accenn al gallo. Loptio Figulo, qui, afferma che c unaltra via per attraversare il
lago. Una sorta di passaggio nascosto. Attraversatelo, se ci riuscite, e aiutate gli uomini che attaccano le
porte principali.
Il centurione Vespillo annu con decisione, per poi girarsi e marciare verso i suoi uomini. Il
tribuno fiss Figulo.
Per tutti gli di, recupera uno scudo e un elmo da qualche parte, optio. Non vorrei che finissi
ucciso. Almeno, non finch non avrai mostrato agli altri questo dannato passaggio che dici di
conoscere.
S, signore.
E... optio?, soggiunse Vitellio, mentre Figulo si voltava per allontanarsi.
Signore?
Sar meglio che tu abbia ragione. Perch se non  cos, ti riterr responsabile di qualsiasi
eventuale disastro.
Figulo annu. Volt le spalle al tribuno e corse gi per il pendio, sottraendo elmo e scudo a un
legionario semicosciente che giaceva insieme ad altri feriti sulla riva del lago. Poi si avvicin al gruppo
di Batavi, con Petrax al suo fianco. Vespillo sguain la spada e url un ordine alla piccola forza
ausiliaria, che si radun allistante. Figulo cont centoventi uomini, compresi gli arcieri.
Non c tempo per spiegare, uomini, dichiar Vespillo. Fate silenzio e muovetevi rapidi.
Seguite gli ordini delloptio. Ma posso promettervi una cosa. Quando saremo in posizione, daremo a
quei bastardi una lezione che non vivranno abbastanza a lungo per ricordare.
I Batavi ruggirono in segno di approvazione. Erano rimasti per mesi chiusi nel forte di Lindinis,
terrorizzati dai Druidi della Luna Nera, e adesso avevano la possibilit di vendicarsi dei loro nemici. I
Batavi erano notoriamente poco disciplinati e violenti, ma Figulo decise che per il compito che si
accingevano a intraprendere erano perfetti.
Il centurione Vespillo url ai suoi uomini di muoversi. Tutti seguirono Figulo mentre scendeva
dalla collina con Petrax al suo fianco, oltre le linee di soldati feriti e infermieri, verso il sentiero che si
snodava lungo il confine delle paludi intorno al lago. La sottile linea di alberi stentati permise ai Batavi
di avvicinarsi senza essere visti dai ribelli sulla palizzata, e mentre Figulo correva lungo il sentiero,
lanci un ultimo sguardo alla passerella. Gli uomini dellOttava Coorte erano ancora bloccati sotto la
pioggia di frecce nemiche, e dubit che sarebbero riusciti a reggere un altro attacco di quel genere.
Tutto, ormai, dipendeva da lui, e dallesistenza di un passaggio sotto la superficie dellacqua, da qualche parte nel lago.
...
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...
Capitolo 9.
...
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...
La battaglia continuava a infuriare sulla passerella, mentre Figulo guidava il centurione
Vespillo e i suoi uomini lungo il sentiero, ritornando sul limitare delle paludi. Si mossero rapidi, e ben
presto i rumori dello scontro si fecero quasi inudibili al di sopra del leggero tonfo dei loro stivali e del
tintinnio dellequipaggiamento. Ogni tanto, Figulo lanciava unocchiata al di l degli alberi al suo
fianco per controllare la situazione dellOttava Coorte. Gli uomini lottavano ancora sotto la pioggia di
strali dei difensori, e tra le retrovie riusc a notare un gruppo di legionari che cercava di trasportare
avanti un ariete. Figulo continu a correre davanti agli ausiliari, con i muscoli tesi e il cuore che batteva
rapido nel petto. Aveva la strana sensazione che gli di avessero posto sul suo cammino quellostacolo
finale, che non sarebbe stato degno del ruolo di centurione, se non fosse riuscito a salvare i suoi
compagni da morte certa. Loptio preg silenziosamente Giove Ottimo Massimo e gli promise
unofferta votiva se fosse riuscito a sopravvivere a quella battaglia.
Rallent e controll il sentiero, cercando il punto preciso in cui aveva visto i ribelli attraversare
il lago verso lisoletta. Il passaggio sottacqua gli era sembrato chiaro, dal punto sopraelevato da cui
laveva osservato allinterno del recinto, ma ora, mentre procedeva in mezzo al fitto degli alberi e dei
cespugli di biancospino, sembrava molto pi difficile da trovare. Dopo una cinquantina di passi, il
sentiero scomparve del tutto, e Figulo inizi a temere di aver condotto i Batavi nel luogo sbagliato. Lo
assal lorribile sensazione di non riuscire a trovare affatto il guado.
L, signore!, esclam di colpo, con sollievo, indicando un gruppo di tronchi caduti a poca
distanza da una fitta macchia dalberi a nord.
Vespillo sollev le braccia, facendo fermare i suoi uomini. Il centurione si fece avanti,
osservando lacqua con sospetto. Ne sei sicuro?  questo?.
Figulo annu. Attraverser io per primo, signore. Solo per essere sicuro. Quando sar arrivato
dallaltra parte, potrai far traversare anche al resto degli uomini.
Muovendosi con rapidit, avanz verso le acque stagnanti, aggirando radici scivolose e giunchi
che crescevano sulla riva. Lacqua sembrava scura e profonda, e Figulo prov con cautela a
immergervi un piede, cercando il passaggio sommerso. Una volta posatovi il piede, inizi a camminare
lentamente verso la piccola isola. Un mucchio di rocce sulla riva segnava il punto in cui Figulo aveva
visto i ribelli emergere dal lago. Avanzava con lentezza esasperante, tastando il terreno davanti a s con
i piedi, affondando nella massa fangosa di materia in decomposizione sotto la superficie, e temendo di
essere avvistato dai Britanni sullisola prima di riuscire a raggiungere la riva opposta. Ma i nemici
erano del tutto concentrati sullattacco frontale dei Romani, e ben presto si ritrov sullisoletta,
completamente fradicio.
Si acquatt, spostando lo sguardo sul terreno davanti a lui. Non cera traccia di vita sullisola e
immagin che le sentinelle si fossero unite agli altri guerrieri sulla palizzata. Si gir verso il lago e fece
cenno al centurione Vespillo e ai suoi uomini di avanzare. Subito i Batavi si immersero nellacqua
gelida e procedettero lungo la passerella in fila per uno, con il contingente degli arcieri davanti al
centinaio di ausiliari. Seguirono lo stesso passaggio di Figulo, spostandosi con tutta la rapidit che le
condizioni e le armature e le armi pesanti consentivano. Petrax fu lultimo ad attraversare il lago.
Quando gli ausiliari iniziarono a radunarsi sulla riva dellisola, Vespillo fece cenno di mettersi in
formazione. Poi il centurione indic laccampamento ribelle e sogghign.
Adesso li abbiamo in pugno, ragazzi. Non appena riusciremo a raggiungere lisola principale.
Gli uomini borbottarono in segno di approvazione. Non cera tempo per uno di quei discorsi
accesi e intensi che gli ufficiali anziani della Seconda Legione amavano tanto, ma i Batavi avevano
capito di giocare un ruolo cruciale nel determinare gli esiti di quello scontro. Figulo sent la loro
determinazione, almeno quanto la loro brama di uccidere.
Optio, tu ti unirai a me nella carica, soggiunse Vespillo, facendo un cenno a Figulo mentre si
voltava verso i suoi uomini. Non appena i nostri arcieri avranno attirato la loro attenzione, li
caricheremo con tutte le forze. Attendete il mio comando, e non fermatevi finch lultimo di quei
bastardi non sar morto. Siamo intesi?.
Gli ausiliari annuirono, determinati e cupi.
Bene, concluse Vespillo. Andiamo.
Avanzarono verso la passerella che collegava le due isole, cercando di fare meno rumore
possibile. Il giorno prima, Figulo aveva visto un paio di sentinelle appostate alle due estremit della
passerella, ma non cera traccia di quegli uomini, adesso. Il cuore del giovane optio pulsava per
leccitazione, mentre guidava i Batavi dallaltra parte della breve passerella, e inizi a provare la
familiare stretta allo stomaco e la bocca secca che sentiva ogni volta nellimminenza di uno scontro.
Entro pochi istanti, avrebbero raggiunto laccampamento ribelle. La chiave per il successo stava in un
attacco rapido e violento, Figulo lo sapeva bene. Dovevano abbattere pi avversari possibile.
Lelemento sorpresa non sarebbe durato a lungo, ma avrebbero dovuto distrarre i nemici quel tanto che
bastava agli uomini dellOttava Coorte per entrare nellaccampamento dalla porta principale. Solo a
quel punto avrebbero avuto davvero la possibilit di rovesciare le sorti dello scontro a loro favore.
Superarono il passaggio di corsa, mentre le urla e i ruggiti della battaglia si facevano sempre pi
forti, una volta che superarono la palizzata esterna. Ormai le fiamme allinterno dellaccampamento
avevano consumato diverse capanne, e vorticanti colonne di fumo nero oscuravano il cielo. Alla sua
destra, Figulo riusc a notare un gruppo di servitori e donne che lottavano per domare gli incendi. Gli
altri erano ammassati intorno alla porta principale, intenti a lanciare frecce e altri proiettili ai Romani
dallaltra parte della palizzata, del tutto ignari della presenza dei Batavi alle loro spalle. Uno dei
servitori volt le spalle allincendio al rumore degli uomini in avvicinamento, e sul suo volto comparve
unespressione allarmata alla vista dei soldati che entravano nellaccampamento. Si volse per avvertire
i compagni sulla palizzata. Nello stesso istante, gli arcieri ausiliari incoccarono le frecce sugli archi e
Vespillo diede lordine di scoccare.
Una salva di dardi vol sui ribelli. Le aste nere divisero laria, svanendo momentaneamente in
mezzo al fumo prima di piombare sul fitto gruppo di Durotrigi sulla palizzata. Alcune frecce si
piantarono contro i pali di legno, ma la maggior parte trov bersagli umani, e urla e grida di dolore si
levarono nellaria, mentre gruppi di Britanni cadevano come mosche. Figulo vide uno dei ribelli volare
gi dalla palizzata, lanciando un grido gutturale mentre stringeva lasta di una freccia che gli si era
piantata nellocchio. I Batavi tirarono ancora, scoccando pi rapidamente possibile le frecce prima che i
Durotrigi potessero trovare riparo. Alcuni Britanni voltarono le spalle alla porta e corsero a nascondersi
dietro alle capanne pi vicine. Si udirono altre urla di agonia mentre alcune frecce rimbalzavano sugli
scudi ovali dei pochi ribelli che erano riusciti a sollevarli in tempo e le altre si piantavano nella carne
dei nemici.
La pioggia di dardi aveva ottenuto leffetto desiderato, allontanando i Britanni dalla palizzata e
lasciando sul posto solo i pochi guerrieri troppo presi dallassalto sulla passerella principale per
rendersi conto della nuova minaccia alle loro spalle. Il panico si diffuse tra i nativi, mentre gli arcieri
continuavano a scoccare frecce contro di loro in un terribile diluvio. La maggior parte dei Britanni non
indossava alcuna armatura, e i dardi avevano un impatto devastante, perforando membra e torsi esposti.
Ormai molti di loro erano stati costretti ad abbandonare le postazioni, lasciando la palizzata indifesa, a
parte un piccolo gruppo di guerrieri determinati e sprezzanti, che fecero urlare i Batavi per la sete di
sangue ormai inarrestabile.
In mezzo al caos, Figulo vide per un attimo Calumo. Il druido era davanti alla porta, difeso dai
tiri dalle sue guardie del corpo. Indicava furiosamente i Batavi, urlando ai suoi di attaccare, mentre le
frecce piovevano tutto intorno a loro. I guerrieri ribelli erano in gran parte sparpagliati nellarea
anteriore dellaccampamento, e soltanto in pochi riuscirono a rispondere allordine disperato del loro
capo. Vespillo guard avanti, attendendo che gli arcieri compissero lultimo lancio. Poi si riemp i
polmoni e sguain la spada, urlando ai suoi uomini:
Carica, uomini! Sterminateli tutti!.
I Batavi fecero eco allurlo ben poco ortodosso del loro centurione, sguainando le spade e
lanciandosi avanti, dritti sul nemico. Calumo rugg un ordine ai suoi uomini, e coloro che non avevano
cercato riparo scesero dalla palizzata affrontando gli ausiliari in avvicinamento. Figulo strinse i denti e
caric, rallentando leggermente la corsa per stare al passo con i soldati pesantemente armati delle prime
linee. Petrax si lanci allattacco accanto a lui, serrando la spada tra le mani. Il cuore del giovane optio
pulsava cos forte che poteva sentirlo nelle orecchie al di sopra delle urla di battaglia dei nemici che
venivano loro incontro dalla porta dellaccampamento. Una lunga fila di Britanni si estendeva di fronte
a lui: almeno duecento guerrieri anziani. Il gallo si lanci sul pi vicino, senza pi pensare se sarebbe
sopravvissuto o sarebbe morto, ma soltanto con lidea di aiutare i compagni legionari a sfondare
lentrata principale. I Batavi erano in inferiorit numerica e non avevano pi il vantaggio della
sorpresa. Ma gli uomini intorno a Figulo non mostravano la minima traccia di paura, fidandosi
completamente delladdestramento e dellequipaggiamento superiori di cui erano dotati, e delle
preghiere inviate ai loro di.
I due gruppi si scontrarono in uno scintillante roteare di fendenti di spada e affondi di lancia,
mentre il tonfo sordo degli scudi e il tintinnio acuto delle lame si sollevava al di sopra delle urla
gutturali degli uomini. Un enorme guerriero si lanci contro Figulo, spingendo la lunga spada contro la
sua gola con una velocit e una violenza sorprendenti. Il gallo sollev istintivamente lo scudo,
deviando il colpo con un potente impatto. Lavversario ringhi, ritraendo il braccio e colpendo con un
calcio la parte inferiore dello scudo nello stesso istante. Figulo sent la presa cedere, mentre lo scudo
ondeggiava in avanti, e rischi di perdere lequilibrio, scivolando di mezzo passo avanti verso il grosso
durotrigio. Loptio vide il riflesso della luce sulla lama, mentre il ribelle mirava alla sua faccia. Schiv
rapidamente lattacco, e uno stridio acuto perfor laria, a pochi centimetri a destra di Figulo, quando la
lama della spada nemica gratt contro il bordo del suo scudo. Il gallo lo spinse avanti, mandando
lumbone a cozzare contro il fianco del ribelle e stordendolo. Poi mosse il braccio della spada e ne
affond la punta nello stomaco del durotrigio. Quando lo infilz, luomo si lasci sfuggire un rantolo e
si pieg in due. Loptio lo spinse via con un calcio, mentre la lama si liberava dalle viscere lacerate
dellavversario con un risucchio disgustoso.
Figulo si allontan dal britanno ferito e guard oltre lo scudo, pronto ad attaccare il successivo
nemico. La carica degli ausiliari aveva perso limpeto iniziale, e tutto intorno a lui gli uomini
ringhiavano e imprecavano per lo sforzo dello scontro. I Britanni urlavano insulti e grida di guerra,
mentre il centurione Vespillo gridava ai suoi di tenere la linea. Lintensit della battaglia colse di
sorpresa perfino Figulo, mentre i due gruppi contrapposti si rifiutavano di cedere. Da entrambi i lati
delloptio, i Batavi attaccavano i ribelli con violenti colpi di spada, guidati dal feroce desiderio di
distruggere gli uomini che avevano ucciso tanti dei loro compagni, negli ultimi mesi. Ben presto il
terreno si fece scivoloso per il sangue e pieno di frammenti di scudi, armi cadute e cadaveri. Gli arcieri
si unirono allo scontro, lanciando di lato gli archi, sguainando le spade e gettandosi con entusiasmo sul
nemico. Sebbene lo scontro serrato favorisse gli ausiliari, le cui spade corte erano pi adatte al
combattimento corpo a corpo di quelle lunghe e tipicamente celtiche usate dai Durotrigi, Figulo sapeva
che non sarebbero riusciti a resistere ancora a lungo. La superiorit numerica degli avversari ben presto
avrebbe cominciato a pesare, e a meno che gli uomini dellOttava Coorte non fossero riusciti a
raggiungerli, sarebbero stati perduti.
Continuate a combattere, uomini!, rugg loptio per incoraggiare i compagni. Uccidete tutti i
bastardi!.
Si volt di scatto per affrontare il nuovo avversario che lo stava attaccando, un britanno pi
anziano e coperto di cicatrici i cui capelli grigi erano radi per gli anni trascorsi a colorarli con il fango.
Ci fu un lampo minaccioso negli occhi delluomo, quando not che Figulo non aveva larmatura
pesante degli ausiliari, e un ghigno crudele gli solc il volto. Spinse la punta della spada contro il viso
del gallo, ma Figulo devi con facilit lattacco, sentendo il tremito che gli risaliva il braccio dopo aver
parato il colpo con lo scudo. Il guerriero era veloce, per la sua et, e attacc di nuovo. Figulo riusc a
schivarlo e fece una finta, spostando la spada verso le gambe esposte delluomo, per poi colpirlo alla
coscia. Lavversario ringhi unimprecazione tra i denti, mentre loptio ritraeva larma dalla ferita. Poi
avanz e schiant il pomo della spada contro il volto rugoso dellavversario. Il ribelle grugn prima di
crollare allindietro, stordito da quellattacco feroce. Abbass le braccia lungo i fianchi e Figulo si fece
avanti per finirlo, conficcandogli la punta della spada nella gola. Ci fu un suono scricchiolante, mentre
il metallo tranciava osso e cartilagine. Figulo sent uno spruzzo caldo inondargli la faccia e stratton
via la spada, facendo sgorgare una fontana di sangue scarlatto dal collo squarciato delluomo.
Da quanto durasse lo scontro, Figulo non avrebbe saputo dirlo. Sentiva i muscoli delle braccia
che facevano male per il continuo sforzo degli attacchi e delle parate con la spada e lo scudo. Poi sent
uno schianto poderoso provenire dalla direzione della porta. Tent di guardare oltre il caos della
battaglia, e fece appena in tempo a scorgere le pesanti assi spaccarsi sui cardini di corda. Loptio si
sent sollevare lanimo, comprendendo che gli uomini dellOttava Coorte erano riusciti a raggiungere la
porta e la stavano buttando gi con lariete. Un attimo pi tardi, i battenti tremarono di nuovo, e una
delle spesse assi si spezz, in un coro di urla entusiaste dallaltro lato. I pochi Durotrigi rimasti sulla
palizzata continuavano disperatamente a tirare frecce e altri proiettili contro i nemici, ma ormai i
Romani erano inarrestabili, e pochi istanti dopo la sbarra che teneva chiusa la porta cedette con uno
schianto violento e i battenti si spalancarono.
Li abbiamo in pugno, ora!, tuon Figulo. LOttava Coorte  qui!.
I Batavi si lanciarono contro i ribelli con rinnovato vigore, sentendo la vittoria ormai vicina.
Calumo e gli altri Druidi erano in mezzo ai ranghi dei Durotrigi e urlavano loro di resistere allassalto
dellodiato nemico. Ma i ribelli erano intrappolati tra i Batavi e i legionari che sciamavano ora dalla
porta spalancata, ed erano troppo pochi per potersi difendere su entrambi i fronti. Gli uomini
dellOttava Coorte si lanciarono sui Britanni pi vicini, con gli scudi sollevati e le spade che
affondavano colpi a destra e a sinistra, caricando contro i guerrieri ribelli. I pochi nativi rimasti sulla
palizzata si gettarono senza esitare nella mischia, ma non poterono nulla contro labilit e la
determinazione dei Romani, e ben presto sparirono sotto i loro frenetici attacchi. Le file dei Durotrigi
infine si spezzarono, e ben presto il terreno fu costellato di cadaveri e feriti, mentre i Romani
approfittavano del vantaggio e abbattevano chiunque tentava di arrendersi. Alcuni dei guerrieri
mantennero la posizione, ma altri si voltarono e si unirono a donne e bambini che fuggivano in
direzione delle passerelle, diretti alle isolette pi lontane, in un disperato tentativo di salvarsi.
Il gallo si guard intorno, furioso e inebriato dal combattimento, alla ricerca di Calumo. Non
cera traccia del sacerdote, tra gli ormai sparpagliati gruppi di difensori ribelli. Poi, con la coda
dellocchio, vide due Druidi che correvano verso il retro dellaccampamento. Gli si strinse la gola per
lorrore, quando cap che si stavano dirigendo verso i prigionieri. Si volt e cerc Petrax. Il britanno
stava combattendo contro un enorme guerriero di fronte alla porta. Lo lasci l, correndo verso gli
ausiliari pi vicini.
Voi due!, ringhi, indicando nella direzione dei prigionieri. Con me!.
I Batavi annuirono senza esitazioni e gli corsero dietro, seguendolo, mentre loptio si lanciava
verso il retro del campo. Intorno a lui, lo scontro era ormai degenerato in un massacro, mentre terrore e
panico si diffondevano tra le file dei nativi. I guerrieri rimasti avevano abbandonato ogni forma di
disciplina e lottavano da soli o in piccoli gruppi in mezzo allaccampamento. Figulo super i cadaveri
di dozzine di guerrieri abbattuti, con i volti distrutti e il busto coperto di ferite. Dallaltra parte
dellaccampamento, nei pressi della porta, alcuni uomini, resi furiosi dalladrenalina dello scontro,
cercavano di contrastare londata di legionari che si riversava nel campo. Ma erano in totale inferiorit
numerica, e ben presto furono abbattuti. La vittoria era ormai certa. Calumo aveva sperato di riuscire a
tenere lontani i Romani abbastanza a lungo da piegare la loro resistenza, ma aveva perso. Restava da
decidere soltanto quanto altro sangue si sarebbe dovuto versare prima che i Durotrigi infine si
arrendessero.
Figulo super i resti bruciati e anneriti delle capanne diretto verso lestremit opposta dellisola.
La rabbia gli puls nelle vene mentre oltrepassava il rozzo recinto in cui era rimasto intrappolato e
ripensava a Vazia e al sacrificio che aveva compiuto. Il giovane optio aveva perso troppi compagni per
colpa dei Druidi della Luna Nera, e non ne avrebbe persi degli altri. Non quel giorno. A una ventina di
passi di distanza, i Druidi raggiunsero i prigionieri e uno di loro fece per aprire la gabbia. Figulo corse
pi veloce, staccando i Batavi che faticavano a stargli dietro, rallentati dalle armature pesanti. Uno dei
Druidi sent il rumore di passi in avvicinamento e si volt giusto in tempo per vedere lenorme gallo
che gli piombava addosso.
Avanti, bastardo vestito di nero!, url Figulo.
Il druido sibil contro loptio e lo attacc con un affondo di lancia, cercando di squarciargli il
ventre. Figulo par lattacco e colp a sua volta, ma il druido era pi agile di quanto si aspettasse e
schiv il colpo, prima di affondare la lancia contro il fianco esposto dellavversario. Figulo avvert un
lampo rovente di dolore esplodergli nella gamba e serr i denti, mentre la punta della lancia gli
perforava in profondit la coscia. Il druido liber larma con uno strattone e indietreggi con agilit,
portandosi fuori misura prima che Figulo potesse contrattaccare. Gli mostr i denti limati e attacc di
nuovo, spingendo la punta della lancia verso la gola delloptio. Lui si abbass sulle caviglie, evitando
per un soffio il colpo prima di scattare in avanti, affondando la spada nello stomaco del nemico. Spinse
con forza la punta verso lalto, piantandola nel cuore del druido e ottenendo un ansito di dolore da parte
delluomo. Poi liber la spada e lavversario croll in avanti, premendosi le mani contro la ferita e
maledicendo Figulo nel dialetto dei nativi. Alla sua sinistra, loptio vide che gli altri due ausiliari
avevano eliminato il secondo druido vicino alla gabbia, abbattendolo con una precisa serie di fendenti e
affondi.
Loptio ripul la sua lama dal sangue sulla tunica del druido ucciso e si avvicin di corsa a un
lato della gabbia. Un violento odore di urina e feci gli attacc le narici, mentre controllava le due figure
raggomitolate allinterno. Sia Rullo che Helva erano sporchi e coperti di frustate e lividi, ma erano
entrambi vivi. Rullo si avvicin alle sbarre e sbatt le palpebre, sconvolto, nel vedere e riconoscere il
giovane gallo.
Signore?, borbott rocamente il veterano. Per tutti gli di, signore, sei tu!.
Loptio riusc a rivolgergli un mezzo sorriso. Non avrai pensato che vi avrei lasciati a poltrire
in questa gabbia, quando c fin troppo da fare al forte, vero?.
Rullo sbuff. Facci uscire da qui, dannato gallo. Accenn alla giovane recluta accanto a lui.
E un consiglio: mai condividere una gabbia con questo qui. Non sta zitto un attimo.
Parla quello che caga come un elefante. Questo posto puzza pi delle ascelle di un
conciatore.
Rullo sogghign. Ora s che cominci a parlare come un vero soldato, ragazzo.
Figulo ridacchi divertito, prima di usare il pomo della spada per spezzare il chiavistello della
gabbia e aprirne la porta. Rullo ed Helva uscirono strisciando e si rimisero in piedi, stiracchiando le
membra irrigidite. I due legionari si appropriarono delle armi dei Druidi morti, e in quel momento uno
degli ausiliari lanci un grido. Figulo si volt di scatto e vide il batavo indicare un punto dallaltra parte
dellaccampamento. Loptio segu la direzione del dito delluomo e si blocc dovera. Calumo si stava
dileguando oltre i recinti degli animali, insieme ad Ancasta e alle sue tre guardie del corpo. Si stavano
allontanando di corsa dalla battaglia, correndo verso lapertura nella palizzata, e Figulo cap subito le
loro intenzioni.
Merda! Calumo sta correndo alle barche! Dobbiamo fermarlo!.
Con molto piacere, signore, ringhi Rullo.
I Romani corsero verso le capanne, spostandosi in diagonale per intercettare i ribelli prima che
potessero fuggire. Nessuno degli altri soldati si era accorto del sacerdote in fuga; tutti erano troppo
presi a sbaragliare le ultime sacche di resistenza davanti allentrata principale. Calumo correva veloce,
ma Figulo e i suoi compagni erano spronati da una feroce determinazione a vendicare i fratelli caduti, e
non ci misero molto a chiudere le distanze. Mentre il druido oltrepassava le capanne bruciate, un
qualche sesto senso lo port a voltarsi per un attimo. A quel punto, si blocc, voltandosi ad affrontare i
soldati che lo caricavano e sguainando la sua lama ricurva da sotto la tunica svolazzante. Nello stesso
momento, le guardie del corpo strinsero le lunghe spade tra le mani e si serrarono intorno a Calumo,
pronte a proteggerlo dalla nuova minaccia.
I due gruppi erano pressoch alla pari, e le guardie si lanciarono subito sui due ausiliari. Rullo si
gett con furia contro la terza guardia del corpo, mentre Ancasta brandiva il suo pugnale adornato e
attaccava Helva. Figulo si gett dritto su Calumo. Il druido lo attacc per primo, dividendo laria con la
falce che brandiva. Loptio scatt indietro, evitando lattacco per un soffio, mentre la lama ricurva gli
passava a pochi centimetri dal petto. Calumo arricci le labbra in un ghigno sinistro, mentre gli occhi
gli scintillavano selvaggiamente, riflettendo le fiamme degli incendi.
Divorer il tuo cuore, romano, esclam, rauco.
Figulo serr con forza lelsa della spada. Lo vedremo.
Il sacerdote ringhi e lo attacc con un ampio fendente. Figulo anticip la mossa e si abbass su
un ginocchio, sollevando lo scudo sopra la testa. Calumo era sorprendentemente forte, e la lama
piomb sullo scudo con un violento impatto che rese quasi insensibile il braccio stanco del giovane
optio, fino a fargli temere di poter perdere la presa sullo scudo. Scatt in piedi e si slanci in avanti,
tentando di raggiungere Calumo con la punta della spada, e sperando di colpirlo prima che lui potesse
attaccarlo di nuovo. Ma larma del druido aveva una portata maggiore della sua, e questo significava
che Figulo non poteva avvicinarsi abbastanza per un affondo decisivo senza esporsi a un attacco.
Calumo evit senza sforzo laffondo impreciso delloptio, poi si abbass sui talloni e tent una
spazzata rasente al terreno con la lama della falce, con lintento di far abbassare lo scudo allavversario.
Figulo salt indietro e perse lequilibrio, atterrando sulla schiena. A quel punto, Calumo sollev la falce
e la abbatt con forza contro il volto del giovane gallo. Figulo reag allistante, rotolando di lato e
scattando in piedi con un unico, fluido movimento. La falce si piant nel terreno mentre loptio
recuperava lequilibrio e affondava la spada contro il sacerdote. Calumo lo schiv di nuovo e tent un
attacco in diagonale contro il gallo, graffiandogli un braccio a sangue. Figulo imprec tra i denti e
scatt di nuovo indietro, tenendosi fuori dalla portata della falce. Con la coda dellocchio not che lo
scontro non stava andando bene per loro. Le guardie del corpo avevano avuto la meglio sugli ausiliari,
e uno di loro giaceva scompostamente a terra. Laltro sanguinava da una profonda ferita. Le tre guardie
stavano incalzando Rullo ed Helva, mentre Ancasta gi fuggiva verso le barche.
Figulo fiss Calumo e si abbass sulle gambe, mentre il druido lo attaccava ancora. Questa
volta, il giovane optio super la lama e scatt in piedi, spingendo avanti lo scudo con violenza. Calumo
grugn di dolore mentre lumbone metallico dello scudo lo colpiva alla mascella. Poi loptio si slanci
contro il sacerdote, spingendo la punta della spada nelle viscere del nemico. Calumo sussult per il
dolore e la sorpresa. Le sue dita pallide e nodose si allungarono verso il volto di Figulo, cercando i suoi
occhi. Il giovane tese i muscoli e spinse verso lalto, affondando ancora di pi la spada e rigirandola tra
le costole del druido. Calumo ondeggi per un attimo sul posto, a denti stretti. Infine abbandon le
braccia lungo i fianchi e si accasci al suolo di fronte a Figulo.
Calumo  morto!, url loptio alle guardie del corpo.  finita! Arrendetevi!.
Gli uomini si voltarono e videro il loro capo raggomitolato a terra in una pozza di sangue.
Esitarono per un attimo, e Figulo temette che decidessero di vendicare a ogni costo il druido. Ma poi il
primo arretr, allontanandosi dal gallo, gettando al suolo spada e scudo. Il secondo lo imit. Dallaltra
parte dellaccampamento, lo scontro stava ormai avendo fine, mentre la notizia della morte di Calumo
faceva perdere ai guerrieri rimasti la volont di continuare a combattere. Figulo guard i suoi compagni
e aggrott la fronte.
E Ancasta?.
Helva accenn alla palizzata. La giovane donna correva verso le barche, scivolando in mezzo ai
recinti degli animali. Loptio si lanci allinseguimento, ma un gruppo di legionari gi convergeva su di
lei, urlandole di arrendersi. Ancasta li ignor e continu a correre. Poi, di colpo, Petrax balz fuori
dalle ombre e le piomb addosso, facendola cadere a terra. Ancasta tent di raggiungere larma che le
era volata via di mano, ma il britanno la allontan con un calcio e si prepar a ucciderla. Prima che
potesse farlo, tuttavia, un urlo si lev nellaria, mentre lufficiale comandante ordinava al britanno di
fermarsi. Con riluttanza, Petrax la costrinse a rialzarsi, e intanto nellaccampamento gli altri soldati
radunavano i ribelli sopravvissuti allo scontro. Figulo e gli uomini intorno a lui si lasciarono scivolare a
terra, coperti di sudore e fango e ormai senza fiato.
 finita, signore, ansim Rullo, sorridendo in mezzo al sangue che gli macchiava il viso.
Grazie agli di.  davvero, dannatamente finita.
...
.
...
Capitolo 10.
...
.
...
Due giorni dopo, Figulo fece rapporto nel quartier generale del forte allesterno
dellinsediamento di Lindinis. Dopo la fine dello scontro sullisola, loptio era tornato
allaccampamento romano con gli altri soldati stanchi e sanguinanti. Un attendente aveva controllato la
profonda lacerazione che sfoggiava alla coscia e gli aveva ordinato di andare in infermeria, dove un
chirurgo dallaria imbronciata aveva pulito e suturato la ferita. Aveva passato gli ultimi due giorni a
riposo, riprendendosi e ubriacandosi con gli amici in una delle modeste taverne di Lindinis. Ora
marciava, un po rigido, attraverso lo spiazzo delle esercitazioni, nella fredda luce del mattino. La neve
aveva finito di sciogliersi e laria era pi tiepida. Presto il crudo inverno non sarebbe stato altro che un lontano ricordo.
I lavori degli edifici pubblici di Lindinis erano cominciati non appena i ribelli si erano arresi.
Gruppi di ingegneri romani stavano gettando le fondamenta di un grande tempio dedicato agli di di
Roma, mentre altri si occupavano della lussuosa villa del re. I lavori dovevano simboleggiare la nuova
alleanza tra i Durotrigi e i Romani, e le spese sarebbero state pagate da una nuova pesante tassa
imposta ai nativi. Allo stesso tempo, i primi speculatori edilizi e mercanti di schiavi erano giunti nel
regno per approfittare degli ignari Durotrigi. Figulo provava quasi un senso di compassione per i
Britanni sconfitti. La loro trib un tempo orgogliosa e fiera era stata umiliata sul campo di battaglia e
Trenagaso era stato imposto loro come nuovo re. Adesso sarebbero stati costretti a pagare lo
stravagante stile di vita del re e del suo entourage, mentre loro restavano nella pi inaccettabile
indigenza. Figulo dubitava che i nativi avrebbero mai accettato o apprezzato gli invasori stranieri.
Alcuni carri macchiati di sangue e mucchi di equipaggiamento ammaccato erano ancora fuori
dallinfermeria. I feriti troppo gravi erano stati riportati al forte, mentre i caduti erano stati bruciati su
una pira funeraria la mattina dopo lo scontro. I ribelli morti erano stati gettati nel lago o in fosse
comuni, mentre i sopravvissuti erano stati radunati e riportati al forte. Le donne e i bambini sarebbero
stati venduti come schiavi alla prima opportunit utile, mentre i ribelli e i Druidi erano stati rinchiusi in
un edificio speciale costruito appena fuori dal forte e controllato di continuo da un gruppo di ausiliari.
Figulo rabbrivid al ricordo degli sguardi gelidi dei Druidi, che bruciavano di odio e sconfitta. Ancasta
non era tra i prigionieri. Era stata scortata immediatamente al palazzo da alcuni guerrieri della guardia
del corpo di suo padre, non appena erano tornati a Lindinis.
Congratulazioni, optio, esord Scilla, quando Figulo entr nellufficio del legato. Il liberto
sembrava aver perso lespressione tesa di qualche giorno prima, e parlava con entusiasmo, mentre
indicava alloptio di sedersi su uno degli sgabelli imbottiti. Vitellio era gi seduto.
C molto da festeggiare, continu Scilla. Calumo  morto. I ribelli sono stati sconfitti. La
minaccia dei Druidi a questo regno  stata sventata. Trenagaso ora  stabile sul trono.  andata anche
meglio di quanto sperassi. Fece una pausa, rigirandosi tra le dita una coppa di vino. Anche se il re
resta piuttosto poco amato dai suoi sudditi.
Per non dire di peggio, comment Figulo.
Linviato scacci quelle preoccupazioni con un cenno della mano. Non possiamo farci nulla. E
poi, ora che i ribelli sono stati spazzati via, nessuno oser opporsi a Trenagaso. Non per un po,
almeno. Ma non avr pi importanza, a quel punto. Il re  vecchio e debole. Non resister ancora a lungo.
Figulo si accigli. E quindi?.
Scilla sorrise. Non  forse ovvio? Il re non ha eredi, e nel giro di un anno o due avr finito di
romanizzare il suo popolo come volevamo. Perlomeno, la parte pi civile del suo popolo. E a quel
punto, potremo annettere formalmente il regno.
Figulo fiss il legato con aria sorpresa. Ma... pensavo che non volessimo annettere i Durotrigi....
Limperatore Claudio ha fatto capire chiaramente che non possiamo continuare a sostenere
questi re alleati per sempre.  una pratica costosa, e il rischio che qualcuno riesca ad assassinare il re in questione e a distruggere tutti i nostri sforzi  troppo alto. No. Prima o poi questi barbari incivili devono essere annessi propriamente allimpero. Molto meglio averli dentro la tenda e fare in modo che piscino fuori, piuttosto che averli fuori dalla tenda e che piscino dentro. Non  cos che recita il detto?
Quindi Trenagaso non  stato altro che una misura temporanea? Ma allora perch fare tutta questa fatica per farlo salire sul trono?
Per rendere pi semplice la transizione. Senza il re, avremmo dovuto imporre le leggi romane direttamente a questi selvaggi, e si sarebbe provocata quasi sicuramente unaperta rivolta. In questo modo, Trenagaso potr abituare gradualmente i locali ai nostri costumi e alla nostra cultura. A quel punto, sar servito al suo scopo e potremo fare a meno di lui. Scilla accenn con la coppa di vino a Vitellio. Claudio ha gi deciso che il tribuno Vitellio diventer il procuratore imperiale per il regno, una volta che sar annesso.
Vitellio sorrise lievemente. Sar un onore, Scilla.
Figulo ebbe un brivido. Poteva immaginare facilmente la reazione ostile dei Durotrigi, una volta
scoperto che il tribuno sarebbe stato il loro nuovo governatore. Sarebbe diventato in un attimo luomo
pi odiato della provincia. I locali potevano aspettarsi ben pochi favori dallaltolocato patrizio, che tra i
soldati della Seconda Legione aveva la reputazione di essere un subdolo cospiratore, che cercava di
proteggere sempre i propri interessi rispetto a quelli dei suoi uomini. Figulo non ci mise molto a
concludere che Vitellio sarebbe stato un governante terribile, perfino rispetto a Trenagaso.
E io, signore?, fece notare infine. Adesso posso tornare a Calleva?
Temo di no, dichiar Vitellio. La nuova campagna inizier tra poche settimane. Ci
spingeremo a ovest, in territorio nemico. Da quello che gli esploratori ci hanno fatto sapere, i Dumnoni
sono guerrieri esperti, e avr bisogno di tutti i veterani disponibili. Uomini come te, optio. Vitellio
fece una pausa. O forse dovrei dire... centurione.
Signore?.
Vitellio port le mani dietro la schiena. Ho ricevuto un rapporto da Calleva, questa mattina. Il
legato Celere giunger qui insieme al resto della Seconda Legione entro poche settimane, ora che la
resistenza a Vectis  stata spazzata via. La Quinta Coorte andr con lui. Tranne il centurione della Sesta Centuria.
La mente di Figulo era gi andata oltre. Quindi stai dicendo che....
Il trasferimento di Ocella nella Guardia pretoriana  stato approvato. Accenn a Scilla.
Grazie a un po di gentile persuasione da parte del legato. Sta gi tornando a Gesoriaco, mentre parliamo.
Per diversi istanti, Figulo rest senza parole. Aveva lottato per raggiungere quel risultato da quando si era unito alla Seconda Legione. Aveva combattuto cos duramente e cos a lungo che in alcuni momenti aveva iniziato a pensare che non sarebbe mai riuscito ad arrivarci. E ora invece era successo, e Figulo riusciva a stento a crederci. Il silenzio dur ancora per un lungo istante. Poi Scilla si chin in avanti e lo fiss sorridendo.
Ebbene?, domand. Sei pronto a guidare la Sesta Centuria, centurione Figulo?.
...
.
...
FINE.